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ASUS ROG Gjallar: soundbar gaming con Dolby Atmos e chat vocale

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La soundbar gaming di ASUS si chiama ROG Gjallar ed è la prima del genere firmata dall’azienda, un tentativo dichiarato di portare sulla scrivania quello che fino a oggi è stato territorio quasi esclusivo delle cuffie. Il prodotto è arrivato negli Stati Uniti a EUR 514, circa 515 euro al cambio attuale, e mette insieme due cose che raramente convivono nello stesso oggetto: il supporto Dolby Atmos e una gestione della chat vocale pensata per chi gioca online con la squadra.

Chi macina partite competitive lo sa bene. Le cuffie non sono un accessorio, sono uno strumento di lavoro. Servono a capire da che parte arriva un avversario, a distinguere un passo da un riflesso sonoro, e servono soprattutto a parlare con i compagni senza trasformare la stanza in un mercato. Togliere l’headset significa rinunciare a parecchio, e infatti in molti guardano con scetticismo all’idea che una barra audio possa sostituirlo.

Il problema tecnico che nessuno riesce ad aggirare

Qui sta il punto interessante, perché ROG Gjallar non prova semplicemente a suonare bene. Prova a risolvere un problema che è più complicato di quanto sembri. Infilare un microfono dentro una soundbar è facile. Farlo funzionare, molto meno. Gli altoparlanti riproducono l’audio del gioco a pochi centimetri dai microfoni, e questi ultimi rischiano di catturare tutto quanto insieme alla voce di chi parla. Il risultato, in condizioni normali, sarebbe un impasto sonoro in cui i compagni di squadra sentono gli spari, la musica e le esplosioni della partita altrui invece delle indicazioni tattiche.

È il motivo per cui la chat vocale senza cuffie è rimasta a lungo una promessa mancata su questo tipo di dispositivi. Chi ci ha provato in passato ha spesso ottenuto risultati imbarazzanti, con eco, rientri e livelli di volume che costringevano comunque a tenere un headset a portata di mano. ASUS ha deciso di affrontare la questione di petto, costruendo il prodotto attorno a questa esigenza invece di trattarla come una funzione secondaria da aggiungere in fondo alla scheda tecnica.

Un prezzo che si fa notare

I EUR 514 di listino, poco più di 515 euro, non sono una cifra da acquisto d’impulso. Nella fascia dell’audio da gaming esistono cuffie eccellenti a una frazione di quel prezzo, e la concorrenza tra soundbar generaliste è agguerrita. ASUS però non sta vendendo soltanto altoparlanti, sta vendendo un’idea precisa: rendere praticabile il multiplayer senza indossare nulla in testa, con tutto quello che comporta in termini di comodità durante le sessioni lunghe.

Vale la pena ricordare che il marchio ROG è abituato a posizionarsi in alto, sia sui monitor sia sui portatili, e che la scelta di debuttare in questa categoria con un prodotto di fascia premium segue una logica coerente con il resto del catalogo. Il pubblico di riferimento è quello che ha già una postazione curata, magari uno schermo grande, e che considera l’audio una componente da non sacrificare.

Resta il fatto che l’obiettivo dichiarato è ambizioso. Sostituire le cuffie durante una partita competitiva significa garantire una spazialità sonora credibile, e su questo il supporto Atmos gioca la sua parte, ma significa anche assicurare che la voce arrivi pulita dall’altra parte. Due richieste che tirano in direzioni opposte, perché più il sistema suona forte e avvolgente, più diventa difficile isolare il parlato. La ROG Gjallar nasce esattamente su quella linea di tensione, ed è lì che si giocherà la sua credibilità presso i giocatori più esigenti, quelli che finora non hanno mai preso in considerazione l’idea di appendere l’headset al chiodo.

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