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ASUS aumenta i prezzi delle schede madri AMD e Intel

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I prezzi delle motherboard stanno salendo di nuovo, e stavolta a muovere le acque è ASUS, che ha deciso di ritoccare verso l’alto sia le linee dedicate ad AMD che quelle pensate per Intel. Il motivo va cercato in una carenza di componenti che sta mettendo in difficoltà tutta la filiera del PC, dai chip alle schede grafiche, fino ovviamente alle schede madri. E la sensazione è che non finirà tanto presto.

Il nodo centrale riguarda i PCB, cioè i circuiti stampati su cui vengono costruite le schede, insieme a componenti come VRM e condensatori. Roba tecnica, certo, ma la sostanza è semplice: mancano. La domanda esplosa dai settori enterprise e cloud, tutti impegnati a costruire sistemi da diversi gigawatt, ha spostato buona parte delle forniture verso chi è disposto a pagare molto di più rispetto al consumatore medio. E i produttori di componenti, comprensibilmente, seguono i soldi.

Perché i costi stanno crescendo così tanto

Il risultato è che chi assembla PC si ritrova con poca disponibilità oppure costretto a pagare cifre più alte per parti essenziali. Non parliamo solo di schede madri, ma di un aumento generalizzato che tocca schede grafiche, CPU e alimentatori. Secondo le informazioni che arrivano dai canali di distribuzione, i prezzi dei PCB sono cresciuti almeno del 50% e questo ha costretto i produttori a ripensare le proprie strategie. Con un mercato PC che non naviga in buone acque, i margini si assottigliano parecchio.

I produttori taiwanesi, tra cui ASUS, Gigabyte e MSI, si trovano stretti in una morsa piuttosto scomoda. Da un lato la domanda nel mercato DIY continua a calare, con spedizioni di schede madri in netto ribasso. Dall’altro le materie prime, dal rame ai condensatori a montaggio superficiale, dai dispositivi di potenza ai chip di controllo, costano sempre di più. Il problema è che scaricare interamente questi aumenti sul cliente finale non è semplice, e così le aziende si ritrovano con volumi ridotti, prezzi fermi e costi in salita. Non a caso si prevede che i conti del 2026 continueranno a peggiorare per diversi marchi.

Gli aumenti già decisi da ASUS

ASUS è tra i primi ad aver ufficializzato la cosa, inviando una notifica ai distributori taiwanesi con rincari già in vigore. Sul fronte Intel, le schede delle serie 800 e 700 subiscono un aumento compreso tra 5 e 30 RMB. Nel dettaglio, i modelli più alti come Z890, Z790 e B860 salgono tra 20 e 30 RMB, le B760 mainstream tra 20 e 25 RMB, mentre le schede entry level della serie H aumentano tra 5 e 10 RMB.

Passando ad AMD, le schede della serie 800 registrano un rincaro tra 20 e 50 RMB. Le protagoniste sono le X870, con l’aumento più deciso tra 30 e 50 RMB, seguite dalle B850 che salgono di 20 RMB nella fascia più alta. Le vecchie schede AM5 della serie 600 e le linee entry level, almeno per ora, restano fuori dai ritocchi. Non si tratta di stangate clamorose, parliamo di aumenti che grossomodo oscillano tra 5 e 15 euro. Il punto è che vanno a sommarsi a rincari già pesanti su memorie, schede grafiche e processori, colpendo chi vorrebbe assemblare o aggiornare il proprio PC. E c’è di più: questi 5 o 15 euro potrebbero crescere ulteriormente nei prossimi mesi, man mano che la carenza di componenti si intensifica per via del ciclo legato all’intelligenza artificiale, che continua a gonfiarsi oltre ogni previsione.

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