Vai al contenuto
Offerte

Ask Maps con Gemini: ordini cibo e domande in linguaggio naturale

Google Maps si prepara a un cambio di passo importante, e il merito è tutto di Ask Maps, la funzione che sfrutta Gemini per farsi interrogare usando il linguaggio di tutti i giorni. Niente più comandi rigidi o parole chiave da azzeccare al primo colpo. Adesso basta parlare come si farebbe con un amico, e la mappa risponde. La novità vera però sta altrove, perché questa evoluzione porta con sé capacità che fino a poco tempo fa sembravano fantascienza.

Il punto è che Ask Maps ora riesce a gestire richieste articolate, di quelle che prima avrebbero richiesto tre o quattro passaggi separati. E c’è di più. La funzione può ricordare le conversazioni precedenti, quindi non serve ripetere ogni volta gusti, preferenze o abitudini. Volendo, può persino attingere alle informazioni passate da Gmail per restituire risultati cuciti su misura. Il tutto resta opzionale, sia chiaro, perché la scelta di collegare o meno la posta elettronica spetta sempre a chi usa l’app.

Ristoranti, ordini e un nuovo standard per il cibo

Un esempio pratico rende l’idea meglio di mille spiegazioni. Si potrà chiedere a Google Maps di trovare, lungo il tragitto verso casa, un ristorante ancora aperto che prepari un piatto specifico. E la mappa terrà conto dei locali già salvati, oppure di eventuali esigenze alimentari particolari. Una volta individuato il posto giusto, ecco la parte interessante, Maps sarà in grado di aggiungere direttamente la pietanza al carrello. All’utente resta soltanto il compito di controllare tutto e confermare l’ordine, senza saltare da un’app all’altra.

Per ora questa possibilità è attiva negli Stati Uniti, e funziona con Square e Toast. Uber Eats arriverà in un secondo momento, così come l’espansione verso altri Paesi, che al momento non ha ancora una data precisa. Insomma, chi vive fuori dagli Stati Uniti dovrà armarsi di un po’ di pazienza prima di mettere le mani su queste funzioni.

Dietro le quinte, intanto, Google sta costruendo qualcosa di più ambizioso. Si tratta di uno standard chiamato Universal Commerce Protocol for Food, sviluppato insieme ai partner del settore. L’obiettivo è tutt’altro che banale, rendere più semplice e uniforme l’integrazione dei vari sistemi di ordinazione. In pratica, un linguaggio comune che permetta ai diversi servizi di ristorazione di dialogare senza attriti con la piattaforma. Se il progetto attecchisce, ordinare cibo direttamente dalla mappa potrebbe diventare un gesto naturale quanto cercare un indirizzo.

Condividi:
32 Condivisioni