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Arrivano brutte notizie dal fronte della realtà mista di Cupertino, perché il team che lavora a Vision Pro sta perdendo pezzi. Secondo quanto emerso nelle ultime ore da fonti interne, almeno 60 persone che facevano parte dell’Apple Vision Group e di altri gruppi collegati ai progetti XR sono state licenziate nel giro di poche settimane. Un ridimensionamento che non passa inosservato, soprattutto perché riguarda una divisione nata con grandi ambizioni e presentata come uno dei pilastri del futuro dell’azienda.
Il quadro, a dirla tutta, era abbastanza leggibile già da un po’. Il primo prodotto uscito da quel reparto non ha avuto l’impatto che a Cupertino speravano, e i numeri lo hanno confermato in modo piuttosto netto. Difficile però immaginare che Apple ammaini le vele così in fretta su un settore in cui ha investito parecchio, sia in termini di soldi sia di immagine.
Un visore ambizioso che è rimasto di nicchia
Vision Pro è stato voluto con forza da Tim Cook, e questo è sempre stato chiaro fin dalla presentazione. Il problema è che il pubblico lo ha percepito per quello che effettivamente era, cioè un oggetto affascinante ma destinato a pochissimi. Il prezzo di lancio, molto alto, ha fatto la sua parte. E poi c’è il fattore ergonomia, perché il visore si è rivelato più pesante e ingombrante di quanto molti si aspettassero, con tutto quello che ne consegue quando si parla di un dispositivo che va indossato sulla testa per periodi prolungati.
Anche il lavoro sul software non è bastato. visionOS è stato costruito da zero con l’idea di dare vita a un ecosistema nuovo, con logiche di interazione diverse da quelle a cui gli utenti sono abituati su iPhone o iPad. Ma senza una base installata sufficiente, gli sviluppatori hanno avuto poche ragioni concrete per investire tempo e risorse. Risultato: il catalogo di applicazioni pensate espressamente per il visore non è mai decollato davvero, e l’adozione è rimasta confinata a una fascia ristretta di appassionati e professionisti.
Le vendite sotto le attese e i piani rinviati
Va detto che Apple non aveva mai promesso risultati immediati. Il discorso ufficiale, ripetuto più volte, era che la strada della realtà virtuale e aumentata sarebbe stata lunga e che pretendere numeri convincenti nel breve periodo avrebbe avuto poco senso. Il punto è che di tempo ne è passato, oltre due anni, e i progressi visibili restano modesti.
Le indiscrezioni circolate in precedenza raccontano di vendite ben inferiori alle stime interne, stime che peraltro erano già state fissate con una certa prudenza. Non è tutto: si parla anche di piani cancellati o quantomeno congelati per i modelli successivi, dai diretti eredi di Vision Pro fino alle varianti più economiche che avrebbero dovuto allargare il bacino di utenza. Un rallentamento su tutta la linea, insomma, che spiega bene perché un intero reparto si sia trovato improvvisamente sovradimensionato rispetto ai progetti effettivamente in corso.
Il taglio del personale, in questo senso, racconta più di qualsiasi comunicato. Quando un’azienda riduce le persone assegnate a una categoria di prodotto, significa che le priorità si sono spostate altrove o che i tempi di sviluppo si sono allungati parecchio. Nel caso dell’Apple Vision Group i 60 licenziamenti riguardano sia il nucleo centrale sia i gruppi satellite che ruotavano attorno alle tecnologie XR, quindi non si tratta di un aggiustamento marginale ma di una revisione strutturale di come Cupertino intende gestire questo capitolo.










