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Chi negli Stati Uniti ha comprato un iPhone contando sulle funzioni di Siri mostrate alla WWDC 2024 può finalmente incassare qualcosa, perché la class action chiusa lo scorso maggio da Apple è arrivata alla fase dei pagamenti. L’azienda ha accettato di versare circa 230 milioni di euro (al cambio) per mettere fine alla vicenda, senza ammettere alcuna responsabilità, e ora i consumatori americani possono presentare domanda di rimborso attraverso il portale dedicato all’accordo.
Il nodo, come si ricorderà, riguarda le capacità del nuovo assistente vocale annunciate durante la presentazione di Apple Intelligence e poi riprese nella campagna di lancio degli iPhone 16. Funzioni che, nei fatti, sono state rinviate. Chi aveva comprato un telefono proprio per quelle promesse si è ritrovato con un dispositivo che faceva molto meno di quanto mostrato sul palco, e da lì è partita la causa collettiva negli Stati Uniti.
Quanto arriva in tasca e chi può chiederlo
Le cifre non sono enormi ma nemmeno simboliche. Si parte da un minimo di circa 28 dollari fino a un massimo di circa 95 dollari per ogni iPhone considerato idoneo. L’importo però non è scolpito nella pietra, perché può salire o scendere in base al numero complessivo di richieste valide che verranno presentate e agli altri costi previsti dall’intesa. Tradotto in parole semplici, più persone si fanno avanti, meno tocca a ciascuno. È il meccanismo classico di questo tipo di accordi, dove la somma totale è fissa e va divisa tra tutti gli aventi diritto.
Sui requisiti l’accordo è piuttosto preciso. Bisogna essere residenti negli Stati Uniti e aver acquistato, per uso personale o aziendale ma non per rivenderlo, un qualsiasi modello della serie iPhone 16, compreso iPhone 16e, oppure iPhone 15 Pro o iPhone 15 Pro Max. La finestra temporale va dal 10 giugno 2024 al 29 marzo 2025. Fuori da quelle date, o con modelli diversi, non si rientra nel perimetro.
Perché in Europa la faccenda resta a guardare
Chi vive in Italia o altrove nel Vecchio Continente non ha nulla da richiedere, e il motivo è abbastanza lineare. Le funzioni di Apple Intelligence non erano state presentate come imminenti per il mercato europeo, a differenza di quanto accaduto negli Stati Uniti, dove la comunicazione era stata decisamente più aggressiva e ravvicinata nei tempi. La procedura di rimborso, quindi, riguarda esclusivamente i consumatori americani e non c’è modo di accedervi dall’estero.
Resta il fatto che i modelli coinvolti sono ancora ben presenti sul mercato, spesso a prezzi che si sono ammorbiditi parecchio rispetto al debutto. iPhone 16e si trova online intorno ai 574 euro su Smarterstore.it, mentre iPhone 16 viene proposto a 639 euro da Ecoportatil.it, stessa cifra riscontrabile anche su altri canali. Salendo di gamma, iPhone 16 Plus è disponibile a 826 euro su Techrelife e iPhone 16 Pro a 759 euro sempre su Ecoportatil.it, con iPhone 16 Pro Max a 849 euro.
Anche la generazione precedente continua a circolare con listini interessanti. iPhone 15 Pro si trova a 599 euro e iPhone 15 Pro Max a 689 euro, sempre su Ecoportatil.it. Su altri store i valori cambiano e in alcuni casi salgono sensibilmente, con iPhone 16 Pro a 944 euro, iPhone 16 Plus a 902 euro e iPhone 16 Pro Max che arriva fino a 1.429 euro, mentre iPhone 15 Pro Max compare a 650 euro e iPhone 16e a 622 euro. Altrove iPhone 16e viene indicato a 649 euro, iPhone 16 Plus a 979 euro e iPhone 16 a 829 euro.
Fonte: TecnoAndroid








