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I primi risultati nei benchmark grafici di M5 Ultra e M6 sono comparsi in rete, a pochi giorni dall’arrivo sul mercato dei nuovi Mac Studio e Mac mini attesi per martedì, e raccontano una storia piuttosto chiara su quanto Apple abbia spinto sul comparto GPU. I punteggi Metal registrati su Geekbench 7 mostrano salti generazionali importanti, soprattutto nel caso del chip più potente della famiglia.
Partiamo dal pezzo grosso. M5 Ultra ha toccato finora un punteggio Metal di 366.744, che significa fino al 59% in più rispetto alla media di 230.420 fatta segnare da M3 Ultra. Non è un ritocco di facciata, è una differenza che si sente e che colloca il chip in una fascia dove il confronto con le schede grafiche dedicate diventa legittimo. Il punteggio OpenCL, infatti, si posiziona più o meno sullo stesso livello di una NVIDIA GeForce RTX 4080, e per un system on chip integrato dentro un Mac Studio non è un dettaglio da poco.
M6 cresce più di quanto ci si aspettasse

Il discorso cambia scala ma non direzione quando si guarda a M6, il chip base della nuova generazione. Qui il punteggio Metal più alto registrato è 93.217, contro una media di 69.563 del precedente M5. Tradotto in percentuale, siamo a un incremento che arriva fino al 34%. Una crescita robusta per un chip entry level, che di fatto avvicina M6 a territori occupati fino a ieri da soluzioni ben più costose della gamma.
C’è un aspetto interessante che emerge dalla classifica complessiva dei punteggi Metal. M6 con i suoi 93.217 punti si piazza davanti a M2 Pro, fermo a 77.176, e a M3 Pro che si attesta su 72.637. Il chip base della nuova generazione, insomma, supera senza troppi problemi due chip Pro di generazioni precedenti. È il tipo di progressione che Apple ha abituato a vedere da quando ha iniziato il percorso con i processori di casa propria, anche se non sempre con questi margini.
La classifica completa dei punteggi Metal
Guardando l’elenco ordinato, la gerarchia dei chip Apple si legge bene. In cima c’è M5 Ultra con 366.744 punti, seguito da M3 Ultra a 230.420 e da M5 Max con 225.606. Subito dopo si trovano M2 Ultra con 201.144, M4 Max con 189.301, M1 Ultra con 150.098 e M3 Max con 146.550.
Nella fascia centrale della classifica compaiono M5 Pro a 130.896, M2 Max a 130.091, M1 Max a 107.711 e M4 Pro a 107.354. Poi appunto M6 con 93.217, M2 Pro con 77.176, M3 Pro con 72.637 e M5 con 69.563.
Chiudono la lista i chip delle prime generazioni e le varianti base: M1 Pro si ferma a 63.531, M4 a 51.818, M3 a 46.033, M2 a 40.529 e M1, il capostipite di tutta la famiglia, a 27.277. Basta mettere in fila il primo e l’ultimo per capire quanta strada è stata fatta sul fronte grafico in pochi anni.
Cosa aspettarsi dai nuovi Mac Studio e Mac mini
I numeri dei benchmark vanno presi per quello che sono, ossia un’indicazione sintetica. Le prestazioni reali variano sempre, a seconda del software utilizzato, dell’ottimizzazione delle applicazioni, della gestione termica e del tipo di carico di lavoro. Un montaggio video complesso, un rendering 3D o una sessione di gioco non si comportano come un test standardizzato che gira per qualche minuto.
Detto questo, il quadro che emerge dai punteggi Geekbench è coerente. Il nuovo Mac Studio con M5 Ultra si propone come la macchina più potente mai realizzata da Apple sul fronte grafico, mentre il Mac mini con M6 offre un salto generazionale che raramente si era visto sul modello di accesso alla gamma. Entrambi arrivano nei negozi martedì, e i primi test sul campo diranno quanto quei numeri si traducono in lavoro quotidiano.
Fonte: TecnoAndroid








