Le vendite di iPhone e Mac continuano a salire, e lo fanno in un momento tutt’altro che semplice per chi costruisce dispositivi elettronici. La carenza globale di memoria sta mettendo sotto pressione l’intero settore, eppure i conti di Apple raccontano una storia diversa. Nel rapporto sui risultati del terzo trimestre, diffuso giovedì, l’azienda ha comunicato che le vendite di iPhone sono cresciute del 22 per cento arrivando a 54,25 miliardi di dollari, mentre quelle dei Mac sono aumentate del 29 per cento toccando 10,35 miliardi. Numeri che hanno spinto il fatturato complessivo a quota 109,4 miliardi di dollari.
Una carenza di memoria destinata a peggiorare
Il bello, si fa per dire, deve ancora arrivare. Apple prevede che le difficoltà lungo la catena di fornitura si faranno sentire con più forza nei prossimi mesi. Durante la conference call con gli analisti, il direttore finanziario Kevan Parekh ha spiegato che l’azienda si aspetta un aumento significativo dei vincoli di approvvigionamento nel trimestre successivo, un problema che toccherà iPhone, Mac e iPad senza distinzioni. Sulla stessa linea l’amministratore delegato Tim Cook, che ha messo le mani avanti parlando di costi della memoria ancora più alti nei mesi a venire.
Per Cook si tratta dell’ultimo rendiconto trimestrale da capo dell’azienda. Il primo settembre lascerà infatti la guida di Apple, e al suo posto arriverà John Ternus, attuale vicepresidente dell’ingegneria hardware. Un passaggio di consegne che cade proprio nel pieno di questa tempesta sui componenti.
Prezzi in aumento e attesa per iPhone 18
Già a giugno l’azienda aveva ritoccato verso l’alto i listini di Mac, iPad e altri dispositivi, alle prese con una carenza di RAM che dovrebbe durare almeno fino al 2027, forse anche oltre. Tra i prodotti coinvolti c’è pure il nuovo MacBook Neo, passato da 599 a EUR 609, quindi da circa 550 a circa 640 euro. Dal debutto di marzo il Neo aveva scosso il mercato dei portatili economici, grazie a un corpo leggerissimo e a prestazioni sorprendenti per la fascia di prezzo.
Sugli iPhone, invece, la mano finora non è calata. Ma gli analisti scommettono che iPhone 18 possa costare fino a EUR 174 in più, ovvero attorno ai 185 euro aggiuntivi, quando la nuova gamma arriverà sul mercato in autunno. Con quel lancio Apple ha in programma di rendere disponibile su larga scala la sua versione più personalizzata di Siri, l’assistente potenziato dall’intelligenza artificiale capace di rispondere a domande su ciò che compare sullo schermo, cercare tra le app e svolgere piccole azioni come aggiungere eventi al calendario.
Sempre questa settimana l’azienda ha presentato un nuovo programma Upgrade, che permetterà di prendere a noleggio iPhone, iPad, Apple Watch o Mac pagando una cifra fissa ogni mese. Una formula pensata per abbassare la soglia d’ingresso, soprattutto ora che i prezzi tendono a salire.
Sul fronte dei servizi, poi, i numeri parlano di 30,74 miliardi di dollari di ricavi, una voce che comprende abbonamenti come Apple One e Apple TV. Parekh ha aggiunto che l’azienda conta ormai più di 1,5 miliardi di abbonamenti attivi sui suoi vari servizi. Bene anche i dispositivi indossabili, con 7,88 miliardi di dollari di fatturato, mentre l’iPad si è fermato a 6,2 miliardi, un risultato sotto le attese.


