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L’assistente vocale sarà in grado di “conoscere” l’utente come mai prima. Per farlo accederà in modo sicuro e locale a messaggi, email, file e immagini per proporre risposte personalizzate e azioni predittive. Ancora più impressionante sarà la capacità di comprendere ciò che è visibile sullo schermo. Un livello di fluidità tra app che punta a semplificare l’esperienza utente, eliminando passaggi intermedi e rendendo l’interazione vocale sempre più naturale.
Tali innovazioni, però, non sono arrivate senza ostacoli. I test iniziali hanno mostrato errori significativi, soprattutto nella generazione automatica di contenuti. Ed anche nella comprensione contestuale. Le difficoltà hanno portato a uno slittamento del rilascio originariamente previsto con gli iPhone 16. Decisione che ha alimentato malcontento tra gli utenti. Inoltre, sono state intentate, negli Stati Uniti, almeno tre cause per pubblicità ingannevole.
Dietro le quinte, la gestione del progetto ha visto cambiamenti significativi. In primis, è stato registrato il passaggio della leadership tecnica da John Giannandrea a Mike Rockwell, già noto per il lavoro sul Vision Pro. Una mossa che riflette la volontà di Apple di imprimere una svolta decisa. Nel dettaglio, investendo in risorse e rivedendo la strategia di allocazione dei propri data center.
Secondo alcune fonti, Apple è convinta che il mercato dell’intelligenza artificiale è ancora in una fase iniziale. Inoltre, agendo con cautela, l’azienda punta a mantenere il suo vantaggio competitivo. Non resta che attendere e scoprire se Siri presenterà davvero le innovazioni promesse con i nuovi aggiornamenti di Apple Intelligence.






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