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Apple contro il governo UK: nuovo ricorso sulla backdoor iCloud

pple ha deciso di dare battaglia ancora una volta al governo britannico, che continua a insistere per ottenere una backdoor su iCloud e accedere ai dati cifrati degli utenti nel Regno Unito. La società di Cupertino avrebbe presentato un ricorso formale contro l’ultima richiesta arrivata da Londra, una mossa che riporta al centro dell’attenzione lo scontro tra privacy e sorveglianza statale.

Il ricorso sarebbe stato depositato presso l’Investigatory Powers Tribunal, il tribunale che si occupa proprio dei casi legati alla sorveglianza governativa. Il tutto nasce da un provvedimento noto come technical capability notice, emesso lo scorso anno. Si tratta di un ordine legale segreto con cui il governo può pretendere l’accesso ai dati degli utenti, anche quando questi sono protetti da crittografia.

Cosa significa davvero questa richiesta

Per chi critica questo tipo di provvedimenti, la sostanza è semplice. Chiedere una cosa del genere equivale a domandare una porta di servizio nascosta all’interno dei backup su cloud di Apple, quelli che hanno attiva la Advanced Data Protection. Questa funzione, spesso indicata con la sigla ADP, rende i dati protetti da crittografia end to end. In pratica nessuno può leggerli tranne il proprietario, nemmeno Apple stessa.

La questione non è nuova. Un anno fa era già andato in scena uno scontro molto simile tra Apple e le autorità britanniche. All’inizio del 2025 Londra aveva emesso un ordine segreto che pretendeva l’accesso ai backup cifrati degli utenti su iCloud. Quella richiesta era poi caduta dopo l’intervento dell’amministrazione Trump, che aveva pesato non poco sulla vicenda.

La reazione di Apple e il nuovo braccio di ferro

Dopo quel primo ordine, la risposta della società era stata piuttosto netta. Apple aveva scelto di togliere agli utenti del Regno Unito la possibilità di usare la ADP, di fatto rinunciando a offrire quel livello di protezione pur di non piegarsi alla richiesta. Una decisione che aveva fatto discutere parecchio, perché lasciava i cittadini britannici con una tutela in meno rispetto al resto del mondo.

Poi, lo scorso mese di ottobre, è arrivato un secondo ordine. Ed è proprio questo che Apple sta contestando adesso davanti al tribunale. Il tema di fondo resta lo stesso, quello della crittografia e del confine tra la sicurezza collettiva e il diritto alla riservatezza dei singoli. Da una parte c’è chi sostiene che l’accesso ai dati serva per motivi di sicurezza e indagini. Dall’altra chi teme che aprire una breccia, anche solo per il governo, finisca per indebolire la protezione di tutti.

Contattata per un commento sulla vicenda, Apple non ha risposto alle richieste.

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