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Apple chiude tre store negli Stati Uniti, e succede oggi. La decisione era stata annunciata già lo scorso aprile e riguarda punti vendita in Connecticut, Maryland e California. Tutti e tre abbasseranno la saracinesca nella giornata del 20 giugno, ognuno con orari leggermente diversi. Ecco la lista completa e i motivi dietro questa scelta.
Quali negozi Apple chiudono oggi
I tre punti vendita che chiudono definitivamente sono Apple Towson Town Center, a Towson nel Maryland, con saracinesche giù alle 20. Poi tocca ad Apple North County, a Escondido in California, e ad Apple Trumbull, in Connecticut, entrambi alle 21. Tre orari diversi per la stessa data, il 20 giugno, e da quel momento in poi questi store non riapriranno più.
Il motivo, secondo quanto dichiarato dalla stessa azienda lo scorso aprile, va cercato nelle condizioni dei centri commerciali che li ospitano. In una nota, Apple ha parlato della partenza di diversi rivenditori e di un peggioramento generale delle condizioni nei tre mall coinvolti. L’azienda ha spiegato di valutare sempre con attenzione le proprie sedi esistenti, per essere certa di rispondere al meglio alle esigenze dei clienti, e che in questo caso la scelta di chiudere è stata difficile ma inevitabile.
Qualche numero aiuta a capire. Il Trumbull Mall ha da poco mancato il pagamento di prestiti per oltre 150 milioni di dollari, circa 138 milioni di euro, in mezzo a difficoltà continue e attività che chiudono una dopo l’altra. Il Towson Town Center, appena fuori Baltimora, ha perso diverse insegne soltanto nei primi mesi di quest’anno, tra cui Tommy Bahama, Banana Republic e Madewell.
La questione del sindacato a Towson
C’è un dettaglio che rende la chiusura di Apple Towson Town Center particolarmente delicata. È stato il primo Apple Store negli Stati Uniti a sindacalizzarsi, era il giugno del 2022. E proprio per questo la decisione dell’azienda ha scatenato critiche pesanti da parte del sindacato, che fa capo all’International Association of Machinists and Aerospace Workers. Anche diversi politici hanno preso posizione contro la chiusura.
La differenza di trattamento tra i lavoratori salta subito all’occhio. I dipendenti dei negozi di Trumbull e Escondido potranno proseguire il loro lavoro in altri Apple Retail store vicini. Quelli di Towson, invece, possono soltanto candidarsi a posizioni aperte in Apple secondo quanto previsto dall’accordo collettivo.
Il presidente internazionale del sindacato IAM, Brian Bryant, lo scorso aprile non ha usato mezzi termini. Ha parlato del fatto che la questione riguarda se i lavoratori vengano trattati in modo equo dalla legge oppure puniti per aver esercitato i propri diritti. Secondo Bryant, Apple sta negando ai lavoratori rappresentati dal sindacato le stesse opportunità che offre agli altri, e lo fa perché questi lavoratori hanno scelto di organizzarsi. Una cosa che ha definito senza giri di parole una discriminazione, esattamente ciò che la legge federale sul lavoro è pensata per impedire.
In caso di chiusura di un negozio, l’accordo sindacale impone ad Apple di offrire trasferimenti entro 80 chilometri dallo store di Towson, ma solo se l’azienda apre un nuovo punto vendita entro quella stessa distanza. Per ora Apple non ha alcun piano del genere in zona.










