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Apple ATT, la Germania impone regole uguali per tutte le app

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Il tracciamento su iPhone è destinato a cambiare in Germania, perché il Bundeskartellamt ha stabilito che Apple applica le proprie regole sulla privacy in modo diseguale, favorendo i servizi di casa rispetto alle app di terze parti. La decisione arriva alla fine di un procedimento aperto nel giugno 2022 e non cancella la richiesta di consenso mostrata agli utenti, ma obbliga Cupertino a garantire condizioni più equilibrate tra chi gestisce la piattaforma e chi ci lavora sopra.

Per capire il punto, serve un passo indietro. L’App Tracking Transparency Framework, comparso con iOS 14.5 nell’aprile 2021, impone alle applicazioni di chiedere un’autorizzazione esplicita prima di accedere all’IDFA, l’identificativo pubblicitario del dispositivo, e prima di collegare dati tra app e siti diversi. Se l’utente dice no, lo sviluppatore deve rinunciare a buona parte delle sue misurazioni pubblicitarie. Il problema, secondo l’autorità tedesca, è che Apple non ha sottoposto sé stessa alle medesime condizioni, pur controllando le regole di accesso ai dati e pur muovendosi nello stesso mercato.

Due pesi e due misure secondo il Bundeskartellamt

L’asimmetria diventa più evidente se si guarda alla quantità di informazioni che Apple può raccogliere dalle proprie fonti interne, dall’App Store all’Apple Account, passando per i dispositivi e gli altri servizi dell’ecosistema. Uno sviluppatore indipendente, per fare la stessa cosa, deve passare dal meccanismo ATT e sperare in un sì. Da qui il giudizio dell’autorità, che parla di vantaggio competitivo non giustificato.

C’è poi il capitolo interfacce, forse il più interessante. L’indagine non si è fermata alla disponibilità tecnica dei dati, ma ha guardato come viene formulata la richiesta di autorizzazione. Le schermate delle app di terze parti tendono a descrivere il tracciamento con toni più allarmanti, mentre quelle dei servizi Apple presentano la personalizzazione come un beneficio per chi usa il telefono. Il testo, il numero di finestre, il momento in cui compaiono e le informazioni fornite pesano concretamente sulla probabilità che l’utente accetti. Ecco perché la questione smette di essere solo una faccenda di privacy e diventa un tema di concorrenza.

Quanto costa un rifiuto agli sviluppatori

Le conseguenze economiche sono tutt’altro che teoriche. Quando arriva un rifiuto, gli sviluppatori perdono i dati che servono per personalizzare gli annunci, misurare le campagne e attribuire installazioni o conversioni. Per le app gratuite che vivono di pubblicità, il conto si vede subito nei ricavi. E una piattaforma che continua ad avere accesso pieno alle proprie informazioni mentre restringe quello degli altri finisce per rafforzare la propria posizione nel mercato pubblicitario mobile.

Il percorso tedesco ha una sua cronologia precisa. Indagine formale nel giugno 2022, poi nell’aprile 2023 la decisione che attribuiva ad Apple una rilevanza eccezionale per la concorrenza tra mercati, condizione che permette di applicare le regole rafforzate previste dalla legge tedesca contro le restrizioni della concorrenza. Nel marzo 2025 la Corte federale di giustizia ha confermato quella valutazione, chiudendo la porta a ulteriori margini di manovra.

Il caso non riguarda soltanto la Germania. In Italia un procedimento chiuso nel dicembre 2025 ha portato a una sanzione superiore a 98 milioni di euro nei confronti di Apple, sempre per il trattamento più restrittivo riservato agli sviluppatori esterni. Anche la Francia ha scelto la via sanzionatoria sullo stesso meccanismo. Con tre autorità europee che analizzano lo stesso strumento e arrivano a conclusioni simili, una risposta valida per un solo Paese appare poco praticabile, e la direzione sembra piuttosto quella di una revisione strutturale dell’ATTF.

Il consenso, in ogni caso, resta. Quello che cambia è l’obbligo per la piattaforma di giocare con le stesse regole che impone agli altri, comprese quelle su come vengono scritte e mostrate le famose finestre di autorizzazione che ogni utente iPhone ha imparato a riconoscere.

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