App Store sempre più selettivo: Apple ha alzato l’asticella per chi pubblica applicazioni e il messaggio agli sviluppatori è diretto. Esserci non basterà più. Bisognerà anche dimostrare di portare qualcosa di concreto, qualcosa che valga davvero il download. Con l’aggiornamento delle linee guida dedicate alla revisione delle app, l’azienda di Cupertino ha deciso di stringere la presa su alcune categorie ritenute ormai troppo affollate, o semplicemente poco innovative.
Per anni la logica di Apple era abbastanza leggibile. Un’app che fosse in pratica la fotocopia di un’altra già presente, oppure che andasse a infilarsi in una categoria già satura di alternative quasi identiche, aveva buone probabilità di vedersi sbattere la porta in faccia durante l’approvazione. Ora però il discorso si sposta. Non si tratta più solo di bloccare le nuove arrivate: anche applicazioni già pubblicate potrebbero finire fuori in futuro, se non vengono aggiornate, migliorate, oppure se proprio non riescono a fare presa sugli utenti.
Le categorie finite nel mirino di Apple
Qui le cose si fanno interessanti, perché parliamo di app che nel tempo hanno letteralmente invaso lo store. App per sfondi, timer ridotti all’osso, raccolte di effetti sonori, strumenti che promettono di “predire il futuro” (e già questo dice tutto), torce virtuali e servizi di incontri. Secondo Apple, in questi ambiti non c’è più spazio per proposte che si limitano a ripetere quello che esiste già. Troppe copie, troppa roba uguale.
La società lo ha messo nero su bianco: le nuove applicazioni che rientrano in queste categorie dovranno offrire un’esperienza realmente diversa, oppure un miglioramento sostanziale rispetto a ciò che già si trova sullo store. Se non lo fanno, rischiano semplicemente di non essere accettate. Niente mezze misure.
Il cambio di rotta arriva in un periodo in cui Apple sta lavorando per rendere più efficace la scoperta delle app all’interno del suo negozio digitale. Durante la WWDC sono state mostrate nuove soluzioni pensate per suggerire contenuti su misura agli utenti e, allo stesso tempo, dare agli sviluppatori strumenti per aumentare la visibilità dei loro prodotti. Insomma, da una parte si fa pulizia, dall’altra si cerca di valorizzare chi merita.
Nelle linee guida aggiornate compare anche un riferimento piuttosto netto ad alcune tipologie di software che l’azienda giudica di poco conto. Si parla di giochi costruiti attorno al consumo di alcolici, applicazioni ispirate al Kama Sutra e programmi basati su rumori e suoni descritti come poco curati, realizzati con il minimo sforzo possibile. Roba buttata lì, in pratica.