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Con Peregryn GT-R il mercato americano delle sportive estreme si arricchisce di un nome che pochi conoscevano fino a poco tempo fa, ma che punta dritto al cuore dei puristi. Peregryn Automotive ha rilevato proprietà intellettuale e attrezzature del marchio Ultima insieme all’intera gamma Ultima Cars, e ora sposta tutto oltreoceano con due modelli pensati per chi vive di pista e di sensazioni meccaniche. La sfida dichiarata è alla Chevrolet Corvette ZR1, che non è esattamente un avversario qualunque nel panorama a stelle e strisce.
La logica dell’operazione si capisce al volo. I progetti Ultima nascevano nel Regno Unito, la produzione ora trasloca negli Stati Uniti, presumibilmente anche per aggirare la questione dei dazi. Restano invariati i capisaldi tecnici del marchio britannico: coupé leggerissime, praticamente incollate all’asfalto, motore centrale, costruzione essenziale e potenza in abbondanza destinata ai track days. Nessun tentativo di ammiccare al comfort delle gran turismo di lusso, nessuna finitura sofisticata da mostrare agli amici. Solo guida.
Due modelli, una filosofia sola

La gamma si articola su due proposte. La GT-S è la versione stradale d’ingresso, quella che apre le porte al mondo Peregryn senza esagerare. La GT-R, invece, è l’ammiraglia, quella che non ha alcuna intenzione di farsi intimidire dalla Corvette. Sotto il cofano, o meglio dietro il sedile, un V8 GM capace di erogare oltre 710 CV, con velocità massima dichiarata superiore ai 321 km/h.
I numeri che colpiscono davvero sono però quelli della bilancia. Peso a secco intorno ai 953 kg, uno scatto da 0 a 100 km/h in 2,2 secondi. Un rapporto peso potenza che spiega da solo perché questa macchina possa permettersi di sedersi al tavolo dei grandi. Il resto lo fanno il cambio sequenziale e un’impostazione volutamente analogica, quella che i costruttori generalisti hanno abbandonato da anni per inseguire elettronica e filtri digitali.

Peregryn parla di edizioni limitate, esperienze di guida di altissimo livello, feeling racing autentico. Il messaggio è quello di sempre per questa categoria di prodotti: chi compra sa cosa sta comprando e soprattutto sa a cosa sta rinunciando.
Prezzi, tempi e qualche domanda aperta
Per portarsi a casa una Peregryn GT-R servono circa 180.000 euro e una buona dose di pazienza, perché le prime consegne non arriveranno prima del 2027. La vettura si presenta come alternativa specialistica ed esclusiva, prodotta in volumi decisamente più contenuti rispetto alle rivali dirette.
Sul fronte avversari, la casa individua nella Corvette ZR1 il primo vero sfidante. E si capisce il perché: la sportiva Chevrolet dispone di un V8 LT7 biturbo da 5,5 litri con albero motore piatto e una cavalleria che fa girare la testa. Peregryn risponde puntando sui V8 aspirati Chevrolet, dai quali prevede di ricavare quei 710 CV che rappresentano il suo biglietto da visita.
Restano sul tavolo alcune questioni tutt’altro che secondarie, di quelle che chiunque metta mano al portafoglio per un’auto così dovrebbe porsi. Il rapporto peso potenza promette divertimento puro in pista, ma le promesse andranno verificate sul campo. Poi c’è il tema della reperibilità dei pezzi di ricambio in caso di guasti, che per un costruttore di nicchia non è mai banale. E infine la garanzia, il pacchetto complessivo di assistenza, elemento che spesso fa la differenza tra un giocattolo riuscito e un rimpianto costoso.
C’è un ultimo aspetto che riguarda più la psicologia dell’acquirente che la tecnica. Quanto sono disposti, i compratori benestanti a cui questo progetto si rivolge, a lasciare da parte una certa dose di raffinatezza in nome della passione allo stato puro? Perché la GT-R chiede esattamente questo: accettare un’auto spartana, rumorosa, scomoda, in cambio di prestazioni che sulla carta mettono in difficoltà macchine costruite da colossi industriali. Le prime consegne del 2027 diranno quanti hanno risposto sì.









