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Renault 5 elettrica, nuova autonomia e il crac delle e-bike

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Settimana intensa per la mobilità elettrica, con tre notizie che hanno tenuto banco più delle altre: la nuova autonomia dichiarata per Renault 5 elettrica, il fallimento di Accell Group che trascina con sé marchi noti come Lapierre e Babboe, e la stretta statunitense sugli inverter solari cinesi. Tre fronti diversi, auto, biciclette e fotovoltaico, che raccontano bene quanto sia diventato ampio e imprevedibile il perimetro dell’elettrico.

Partiamo dall’auto, perché è il capitolo che più interessa chi guarda al mercato europeo. La citycar del gruppo francese, uno dei modelli simbolo della rinascita elettrica del marchio, aggiorna il proprio dato di autonomia. Un aspetto che continua a pesare sulle decisioni di acquisto, forse più di qualsiasi altra caratteristica tecnica, e che i costruttori sanno benissimo di dover migliorare a ogni aggiornamento di gamma.

Renault 5 elettrica, l’autonomia resta il tema centrale

Il punto è che con le vetture a batteria il chilometraggio dichiarato è diventato una sorta di biglietto da visita. Renault 5 elettrica si muove in un segmento affollato, dove ogni chilometro guadagnato può fare la differenza rispetto alla concorrenza, soprattutto per chi usa l’auto in città ma non vuole rinunciare a qualche viaggio più lungo nel fine settimana. L’aggiornamento del dato di autonomia, quindi, non è un dettaglio da poco per il posizionamento commerciale del modello.

Vale la pena ricordare che parliamo di una vettura che ha puntato molto sul richiamo estetico al passato, ma la sostanza si gioca tutta sul terreno della praticità quotidiana. Ricarica, consumi, chilometri reali. E su questo fronte la casa francese continua a limare.

Il crac di Accell Group travolge Lapierre e Babboe

Il secondo fatto della settimana è meno allegro. Accell Group, uno dei principali gruppi europei del settore ciclistico, è finito in stato di fallimento. Sotto il suo ombrello ci sono marchi conosciutissimi, a partire da Lapierre, storico nome francese delle biciclette, e da Babboe, specialista delle cargo bike, quelle biciclette da trasporto che negli ultimi anni sono diventate popolarissime tra le famiglie delle città del nord Europa.

È una notizia che scuote un comparto, quello delle biciclette elettriche e non, uscito da una fase di crescita esplosiva e poi entrato in una fase molto più complicata. Chi possiede una bici di questi marchi, o chi stava valutando un acquisto, si trova davanti a un quadro incerto sul fronte di garanzie e ricambi.

Gli inverter solari cinesi messi al bando negli Stati Uniti

Terzo capitolo, il fotovoltaico. Gli Stati Uniti hanno deciso di vietare gli inverter solari di produzione cinese, componenti tutt’altro che secondari negli impianti a pannelli: sono loro a trasformare la corrente continua generata dai moduli in corrente alternata utilizzabile in casa o immessa in rete. Senza inverter, in pratica, un impianto solare non produce nulla di utilizzabile.

La decisione si inserisce nel braccio di ferro tecnologico e commerciale tra Washington e Pechino, con la Cina che resta il produttore dominante di buona parte della filiera solare mondiale. Una mossa che ha effetti concreti sul mercato statunitense delle rinnovabili e che, indirettamente, tocca gli equilibri globali del settore.

Tre notizie che, messe in fila, danno la misura di quanto l’elettrico sia ormai un terreno dove si intrecciano scelte industriali, tensioni geopolitiche e crisi aziendali, ben oltre il semplice dibattito sulle automobili.

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