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Api senza pungiglione: in Perù i primi insetti con diritti legali

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Le api senza pungiglione dell’Amazzonia peruviana sono diventate nel 2025 i primi insetti al mondo a ottenere diritti legali riconosciuti, e dietro questo precedente c’è il lavoro di una scienziata peruviana, Rosa Vásquez Espinoza. Biologa chimica e conservazionista, ha messo insieme pezzi che di solito la ricerca tiene ben separati: deforestazione, impollinatori, sapere indigeno e salute degli ecosistemi. Il risultato è una storia che parte da un barattolo di miele e finisce dentro un’ordinanza comunale.

Tutto comincia nel 2020, quando Vásquez Espinoza inizia a studiare le 175 specie di api senza pungiglione presenti nella foresta peruviana. Il primo oggetto di interesse è proprio il miele, usato da generazioni dalle comunità indigene a scopo medicinale. Le analisi di laboratorio confermano quelle proprietà, dando finalmente una base scientifica a pratiche tradizionali che l’accademia aveva praticamente ignorato.

Api sensa pungiglione: dalla foresta ai dati, il lavoro che ha cambiato le carte

Quel primo risultato apre una ricerca molto più ampia. Cresciuta tra le Ande peruviane e la selva amazzonica, la scienziata sviluppa insieme a Amazon Research Internacional un metodo che mescola analisi di laboratorio, lavoro sul campo e conoscenza indigena per capire come stanno queste popolazioni di impollinatori e cosa le minaccia.

I numeri raccontano bene la portata dell’impresa. Il gruppo ha studiato oltre 40.000 ettari di foresta amazzonica, individuato più di 300 alveari selvatici e censito circa 1,6 milioni di api. Da quella mole di dati è emerso il primo legame scientifico documentato tra deforestazione e declino delle api senza pungiglione in Amazzonia. Un nesso tutt’altro che accademico, visto che questi insetti impollinano moltissime piante della foresta tropicale e reggono reti ecologiche da cui dipendono anche sistemi alimentari e comunità umane.

“Se le api scompaiono, non perdiamo solo la loro rete di impollinazione”, ha avvertito la ricercatrice, ricordando che in gioco ci sono anche medicina, cultura e patrimonio legati a questi insetti.

Capito il problema, restava la parte difficile: proteggerle davvero. Cercando strumenti concreti, il gruppo ha sbattuto contro un muro, perché le api senza pungiglione non avevano alcuna tutela legale specifica. “C’era la sensazione che fosse impossibile”, ricorda la scienziata. Poi la domanda che lei stessa definisce ingenua e testarda: e se si potesse cambiare?

Il precedente giuridico e i piani per i prossimi anni

La risposta è arrivata sotto forma di ordinanze, approvate prima a Satipo e poi a Nauta, in Perù, nel 2025. Alle api native senza pungiglione vengono riconosciuti il diritto a esistere, a prosperare e a vivere in un ambiente sano. Primi insetti al mondo a ottenere un riconoscimento del genere.

Una legge però non rigenera da sola un habitat degradato. Per questo il lavoro sul terreno continua: Amazon Research Internacional collabora oggi con 11 comunità amazzoniche, e più di 350 persone indigene, di cui il 70% donne, hanno ricevuto formazione in apicoltura sostenibile, ricerca ecologica e imprenditoria. Il progetto ha inoltre contribuito a rigenerare 17 ettari di selva.

Proprio questo intreccio di scienza, conservazione e lavoro comunitario è valso a Rosa Vásquez Espinoza la nomina tra le cinque vincitrici dei Premi Rolex 2026, un sostegno pensato per portare fuori dalla dimensione locale un modello finora sperimentato su piccola scala.

Con il supporto dell’azienda, il piano prevede la creazione di 10 santuari per api senza pungiglione gestiti direttamente dalle comunità indigene e la mappatura di 200.000 ettari di habitat. L’obiettivo dichiarato è un corridoio di conservazione transfrontaliero che arrivi fino alla Bolivia e corra lungo i confini del Perù con Colombia e Brasile. Il premio consente anche di ragionare su tempi più lunghi, superando i cicli annuali di bandi e raccolta fondi che finora hanno frenato la crescita dell’iniziativa.

Il riconoscimento cade nel cinquantesimo anniversario dei Premi Rolex, nati nel 1976 e oggi parte dell’Iniziativa Perpetual Planet. In cinque decenni il programma ha sostenuto 165 vincitori con progetti dedicati a sfide ambientali, scientifiche e sociali in circa 70 paesi.

Fonte: TecnoAndroid

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