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Anker, il futuro dell’ecosistema passa da AI e integrazione: la nostra intervista a IFA 2026

In questo articolo Indice dei contenuti 5 sezioni

Anker sta attraversando una fase di profonda evoluzione, con l’obiettivo di riunire sotto un’unica identità un portafoglio di prodotti che negli anni è cresciuto fino a comprendere categorie molto diverse tra loro. Brand come soundcore ed eufy lasciano progressivamente spazio a una visione più integrata, mentre l’intelligenza artificiale direttamente nei dispositivi e la connessione tra prodotti diventano elementi centrali della strategia.

In occasione di IFA 2026, TecnoAndroid ha intervistato Lavinia Fogliari, Marketing Head Italia, e Giulia Lardini, PR Manager Italia, per approfondire questa trasformazione. In questa prima parte dell’intervista abbiamo parlato dell’unificazione dei brand, del nuovo chip THUS AI, dell’ecosistema Anker, del primo store monomarca di Berlino e delle tecnologie che continuano a rendere centrale la ricarica.

Perché Anker sta riunendo i suoi brand sotto un’unica identità?

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TecnoAndroid: Anker ha deciso di riunire sotto un unico nome brand storici come SOLIX, eufy e soundcore. Cosa cambierà concretamente per i clienti e come farete a preservare l’identità di prodotti che finora hanno avuto community molto diverse?

Lavinia Fogliari e Giulia Lardini: Anker è nata prevalentemente nel mondo della ricarica e, con il tempo, ha sviluppato categorie di prodotto sempre più diverse e inizialmente molto indipendenti tra loro. Per questo ogni categoria aveva sviluppato un proprio brand e un proprio messaggio.

L’evoluzione dell’azienda, però, ha portato verso una maggiore integrazione, anche grazie all’intelligenza artificiale presente sui prodotti e alla possibilità di mettere in comunicazione categorie differenti. Non è quindi più necessario distinguere ogni singola categoria attraverso un brand separato: tutti questi prodotti fanno parte di Anker e condividono gli stessi valori di qualità, affidabilità e durabilità nel tempo. Il nuovo approccio prevede due grandi macro-categorie: Anker For You e Anker For Home. La prima comprende le soluzioni pensate direttamente per l’utente, dalla ricarica all’audio, passando per cuffie, auricolari, proiettori e prodotti dedicati al mondo Baby. Anker For Home comprende invece tutto ciò che riguarda la cura della casa, dalla sicurezza alla pulizia, con robot aspirapolvere e tagliaerba, fino alle soluzioni per una smart home sempre più integrata. Per il cliente, il cambiamento non riguarda la qualità dei prodotti, che rimane invariata, né l’attenzione dedicata allo sviluppo e all’assistenza. Il vantaggio sarà invece quello di poter contare su soluzioni sempre più integrate e interconnesse.

Quali vantaggi porta l’AI direttamente nei dispositivi?

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TecnoAndroid: Il chip THUS AI rappresenta una delle grandi novità della vostra strategia. Quali sono i vantaggi concreti dell’elaborazione dell’intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo rispetto a un sistema basato sul cloud?

Lavinia Fogliari e Giulia Lardini: Il chip THUS AI è il primo processore proprietario di Anker e integra direttamente nel dispositivo la potenza di calcolo necessaria per l’elaborazione. Rispetto alle generazioni precedenti, permette di raggiungere una potenza di calcolo 150 volte superiore. I primi vantaggi concreti sono stati applicati alla gamma di auricolari, dove questa capacità di elaborazione permette di ottenere una cancellazione del rumore più efficace e una migliore capacità di isolamento della voce umana, rendendo le chiamate più chiare e nitide. La serie soundcore Liberty 5 Pro è stata la prima a integrare questo processore, con benefici anche sul fronte dell’efficienza energetica e quindi della durata della batteria.

L’applicazione del chip si sta inoltre estendendo ad altri dispositivi, tra cui gli AeroClip 2, auricolari open-ear, e le Space 2 Pro. Si tratta di prodotti con form factor differenti, pensati per esigenze diverse: dalle cuffie e dagli auricolari in-ear, orientati a un ascolto più immersivo e a una cancellazione del rumore più elevata, agli open-ear AeroClip 2, pensati per chi vuole mantenere il contatto con l’ambiente circostante. Gli AeroClip 2 arriveranno in Italia il 20 settembre.

Come sarà l’ecosistema Anker del futuro?

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TecnoAndroid: Parlate sempre più di prodotti che lavorano insieme come un unico ecosistema. Qual è la vostra visione per il futuro: arriveremo a una casa in cui energia, sicurezza, robotica e intelligenza artificiale comunicheranno realmente tra loro in modo automatico?

Lavinia Fogliari e Giulia Lardini: Uno dei principi fondamentali di Anker è mettere al centro il consumatore, ascoltarne le esigenze reali e sviluppare prodotti capaci di rispondere a queste necessità. La creazione di un ecosistema sempre più integrato nasce proprio da questa esigenza: semplificare la vita dell’utente, riducendo lo sforzo necessario per gestire singolarmente numerosi dispositivi. La direzione è quindi quella di sviluppare soluzioni sempre più connesse, fino ad arrivare a un’unica app capace di mettere in comunicazione i diversi prodotti e permettere di controllare la casa in maniera più semplice. L’obiettivo è fare in modo che l’utente non debba più pensare a ogni dispositivo come a un elemento separato, ma possa contare su un sistema capace di lavorare in maniera coordinata e di lasciare più tempo alle persone per ciò che conta davvero.

Perché aprire il primo store fisico Anker?

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TecnoAndroid: A Berlino aprite il vostro primo store monomarca, organizzato non più per categorie di prodotto ma attorno alle esigenze della vita quotidiana. Perché avete scelto proprio il retail fisico per raccontare questa nuova identità di Anker e che ruolo avranno gli store nella vostra strategia futura?

Lavinia Fogliari e Giulia Lardini: Anker ha sempre seguito una ricerca di innovazione molto forte e la possibilità di far vivere concretamente questa innovazione agli utenti è un elemento importante.

Per questo lo store monomarca di Berlino, il primo completamente proprietario di Anker, nasce con l’obiettivo di far vivere un’esperienza fisica dell’ecosistema. Lo spazio non è organizzato semplicemente seguendo le categorie di prodotto. L’idea è accompagnare l’utente attraverso diversi scenari di utilizzo, seguendo i momenti della giornata e le necessità quotidiane. In questo modo è possibile trovare soluzioni partendo dal proprio bisogno, senza dover necessariamente ragionare in termini di categoria. Il cliente può vedere e toccare i prodotti, provarli e comprendere direttamente l’innovazione che Anker vuole portare nelle proprie soluzioni. Per questo il punto vendita fisico assume un ruolo importante nel raccontare la nuova visione dell’ecosistema Anker attraverso un’esperienza diretta.

Perché la ricarica continua a essere così importante?

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TecnoAndroid: Nonostante oggi l’ecosistema Anker sia enorme, le radici nascono da power bank e caricabatterie che sono ancora oggi il fiore all’occhiello dell’azienda: perché ancora oggi fanno la differenza?

Lavinia Fogliari e Giulia Lardini: La categoria dei caricabatterie viene spesso banalizzata e sottovalutata. Anker vuole invece lavorare molto sull’educazione del consumatore, perché il modo in cui viene ricaricato un dispositivo può incidere sulla durata del dispositivo stesso.

Molte persone investono cifre importanti per acquistare smartphone e laptop, ma non prestano la stessa attenzione al sistema utilizzato per ricaricarli. Per Anker la ricerca di soluzioni innovative nella ricarica è quindi sempre stata legata anche alla protezione e alla durata nel tempo dei dispositivi. A IFA 2026 è stato presentato, per esempio, un nuovo caricatore per laptop dotato di display smart. Lo schermo permette di visualizzare informazioni sul processo di ricarica, dalla potenza utilizzata allo stato della batteria e alla velocità di ricarica, fino all’avanzamento verso il 100%. Il caricatore è inoltre in grado di riconoscere il dispositivo collegato e il suo stato di ricarica, adattando di conseguenza la potenza erogata. Una volta completata la ricarica, evita di continuare a fornire energia inutilmente.

Lo stesso principio viene applicato anche ai power bank. Il nuovo power bank Mark II Pro, per esempio, integra una ventola che contribuisce a mantenere sotto controllo la temperatura. Il calore è infatti uno degli elementi che possono incidere negativamente sulla batteria. All’interno dei dispositivi sono presenti chip capaci di riconoscere il modello collegato e gestire la quantità di energia da erogare. Sono tecnologie che possono sembrare semplici all’esterno, ma che richiedono un importante lavoro di ricerca e sviluppo. Nel caso dei power bank, Anker indica inoltre una temperatura mantenuta entro i 36 gradi, mentre gli standard di categoria arrivano a valori compresi tra 42 e 46 gradi. Anche questo rientra nella filosofia dell’azienda: utilizzare la tecnologia per proteggere la batteria e contribuire a prolungare la vita dei dispositivi.

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