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Chi usa Google Home tutti i giorni sa bene quanto possa essere frustrante chiedere una canzone e ritrovarsi con un’altra, oppure ripetere tre volte lo stesso annuncio perché l’assistente ha capito male. Proprio su questi punti arriva un aggiornamento che tocca i comandi vocali, la riproduzione musicale su Spotify, il controllo delle luci intelligenti e i messaggi broadcast tra i dispositivi di casa. Il filo conduttore è chiaro: meno errori di interpretazione, più naturalezza nell’uso quotidiano.
Il capitolo più interessante riguarda Spotify. Google ha lavorato sul riconoscimento di brani, artisti e playlist richiesti a voce, riducendo quelle situazioni in cui l’assistente partiva con un pezzo completamente diverso da quello chiesto. L’azienda sostiene che ora il sistema interpreta le richieste con maggiore precisione, aumentando le probabilità di far partire subito il contenuto giusto. Anche le playlist personali, tipo i “Brani che ti piacciono”, diventano più semplici da richiamare, a patto che siano attivi i risultati personali collegati all’account Google.
Luci in kelvin e annunci in due tempi
Per chi ha una casa piena di lampadine smart c’è una novità che vale parecchio: il supporto ai comandi vocali con temperatura colore espressa in kelvin. Basterà dire qualcosa come “Imposta le luci del soggiorno a 2700 kelvin” per ottenere esattamente quella tonalità, senza dover aprire l’app e cercare il cursore giusto. Prima questa regolazione passava quasi esclusivamente dall’applicazione, adesso invece si sposta anche sul canale vocale. Un dettaglio, forse, ma per chi cerca la luce calda perfetta la sera fa la differenza.
Cambia anche il modo in cui funzionano i messaggi broadcast, quelli che rimbalzano da un dispositivo all’altro dentro casa. Finora bisognava pronunciare tutto in un’unica frase, comando e contenuto insieme. Con l’aggiornamento si potrà invece avviare l’annuncio e dettare il messaggio in un secondo momento: prima si chiede all’assistente di inviare un broadcast, poi si parla. Sulla carta sembra una modifica minima, in pratica dovrebbe tagliare parecchi fraintendimenti e rendere la funzione molto più fluida.
Cosa cambia nell’app e nelle telecamere Nest
Il pacchetto di novità tocca anche l’app Google Home, con diversi ritocchi alla gestione dei dispositivi collegati. Tra i più concreti c’è il supporto alle serrature smart europee, che finalmente permette di distinguere lo stato della chiusura dalla semplice apertura della porta, con informazioni più dettagliate sul chiavistello. Arriva poi una gestione uniforme delle unità di temperatura: Celsius o Fahrenheit verranno usati in modo coerente su app, dispositivi Nest e comandi vocali, senza più quelle discrepanze fastidiose tra una schermata e l’altra. Su iOS viene corretto anche un problema legato all’arrotondamento delle temperature impostate sui termostati.
Le telecamere Nest ricevono la loro dose di correzioni. Su iPhone spariscono diversi crash dell’applicazione e migliora la gestione delle videocamere offline, con i comandi principali che restano accessibili anche quando la connessione salta. Su Android invece è stato sistemato un bug parecchio antipatico che poteva bloccare lo streaming a una risoluzione di appena 360p: ora la riproduzione parte automaticamente in alta definizione quando la rete lo consente.
Chi è abbonato a Google Home Premium troverà infine una nuova notifica dedicata ai pagamenti non andati a buon fine. L’app avviserà subito in caso di problemi con il metodo di pagamento, così da non ritrovarsi con servizi interrotti senza preavviso, come la cronologia video delle telecamere o le altre funzioni comprese nell’abbonamento.
La distribuzione dell’aggiornamento parte dal 20 agosto e si inserisce nel lavoro continuo sull’ecosistema Google Home, che negli ultimi mesi ha visto una serie di interventi concentrati soprattutto sull’affidabilità dell’assistente vocale e sull’esperienza d’uso complessiva della casa connessa.










