Il passaporto italiano sta per fare il salto nel mondo digitale, e stavolta tocca agli smartphone Android. Dopo aver preso confidenza con la patente sempre a portata di mano dentro l’app IO, ci ritroveremo presto a poter conservare anche il documento per i viaggi all’estero nel telefono, grazie a una funzione che Google vuole portare in diversi Paesi europei entro la fine dell’estate.
La comodità di avere i documenti in tasca senza averli davvero in tasca è ormai una di quelle abitudini che danno un certo sollievo. Niente più corse indietro a casa perché ci si è dimenticati la patente, visto che sta lì, nel portafoglio digitale, insieme al codice fiscale. Per la carta d’identità su IO toccherà invece aspettare ancora un po’: l’idea è di avere tutti i documenti dentro l’IT-Wallet entro il febbraio 2027. Nel frattempo, Google ha deciso di muoversi per conto suo con ID Pass in Google Wallet.
Come funziona ID Pass e cosa cambia per chi usa lo smartphone
Qui si apre un capitolo interessante, perché in Europa la direzione presa dalle istituzioni è quella di costruire uno strumento ufficiale, dove i dati dei cittadini restino sotto controllo pubblico e non finiscano nelle mani delle grandi piattaforme private. Google e Apple, intanto, spingono nella direzione opposta, cercando di prendersi un ruolo da protagoniste nella gestione delle identità digitali.
Negli Stati Uniti la copia digitale del passaporto è già realtà, sia con Digital ID in Apple Wallet sia con ID Pass in Google Wallet. L’annuncio arrivato durante il summit fintech Money 20/20 Europe traccia però una strada precisa per portare il servizio anche in vari Stati del continente, Italia compresa.
Attenzione a un punto importante: questo documento digitale non andrà a sostituire il passaporto cartaceo, che resta indispensabile dove la legge lo richiede. Serve piuttosto a rendere più snelle le procedure di identificazione online e l’accesso a una serie di servizi digitali. Crearlo sarà piuttosto semplice. Basterà fotografare la pagina con i dati del passaporto, passare il tag NFC sotto il lettore dello smartphone e poi inviare un breve video selfie per la verifica.
Privacy e usi concreti del documento virtuale
Una volta validato, l’ID Pass potrà tornare utile in tante situazioni. Pensiamo alla verifica dell’età su una piattaforma online: la cosa davvero curiosa è che sarà possibile condividere solo i dati strettamente necessari, senza sganciare tutto il resto. Restando sull’esempio della maggiore età, il sistema potrà confermare quel singolo dato senza rivelare l’identità completa di chi vuole accedere. Un dettaglio non da poco.
Sul fronte della privacy, Google assicura di aver scelto un approccio piuttosto severo. Finita la procedura di verifica, il documento digitale rimarrà salvato soltanto nella memoria del dispositivo, in forma cifrata, senza nessun caricamento sul cloud. Niente copie che girano altrove, insomma.
