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Aptoide torna sul Play Store dopo dieci anni di esilio

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Aptoide è di nuovo scaricabile dal Play Store, una notizia che a prima vista sembra tecnica e che invece dice molto su come sta cambiando Android. Lo store alternativo portoghese, uno dei più longevi del panorama, ha ottenuto l’approvazione per la distribuzione sul Google Play Store negli Stati Uniti con la sua app Aptoide Games. Significa che, dopo oltre dieci anni di assenza, un marketplace concorrente torna a vivere dentro la vetrina ufficiale di Google, scaricabile con un tap come qualsiasi altra applicazione.

Fino a poco tempo fa la strada era un’altra, e più scomoda. Chi voleva usare Aptoide doveva praticamente sempre passare dal sideload, cioè installare il pacchetto manualmente al di fuori dei canali ufficiali, con tutti i passaggi e gli avvisi di sicurezza che comporta. In alternativa restava la possibilità, piuttosto rara, di trovarlo già preinstallato su qualche dispositivo. Va detto che proprio sul sideload Google ha in cantiere una stretta, quindi il tempismo di questo rientro non è casuale.

Come funziona il programma Play Catalog Access

La chiave di tutto è il nuovo Play Catalog Access, il programma con cui Google apre le porte ai marketplace di terze parti considerati qualificati. Il meccanismo è interessante perché non chiede a questi store di snaturarsi: possono integrarsi con l’infrastruttura di Google Play e allo stesso tempo restare indipendenti, con il proprio catalogo e la propria identità. Detto in parole semplici, uno store dentro lo store, senza che il primo assorba il secondo.

Dietro questa apertura c’è una vicenda giudiziaria che ha tenuto banco per anni, quella tra Google ed Epic Games. Nel 2024 il giudice James Donato aveva imposto a Google di rendere il Play Store più accessibile alla concorrenza, una decisione pesante per gli equilibri dell’ecosistema mobile. Successivamente le due aziende hanno trovato un accordo che include nuove opzioni di pagamento e, appunto, un programma dedicato agli app store registrati. Il ritorno di Aptoide è la prima conseguenza concreta e visibile di quel percorso.

Numeri, storia e il peso del mercato americano

Per l’azienda si tratta anche di una piccola rivincita simbolica. Nei primi anni di Android, quando le regole erano molto più larghe, Aptoide distribuiva il proprio store proprio attraverso Google Play. Poi le policy della piattaforma hanno chiuso quella porta, escludendo di fatto la presenza di marketplace rivali. Tornare adesso, con l’approvazione ufficiale e non per una scappatoia, chiude un cerchio aperto oltre un decennio fa.

I numeri aiutano a capire perché la mossa conti. Aptoide dichiara oggi circa 25 milioni di utenti attivi mensili e un catalogo che supera le 400mila applicazioni Android. Gli Stati Uniti rappresentano il suo mercato principale, il che rende l’approvazione limitata al territorio americano meno parziale di quanto sembri: è proprio lì che si gioca la partita più importante per l’azienda. Chi vive altrove, per il momento, deve continuare con i metodi tradizionali.

Resta il fatto che un precedente del genere pesa. Per anni il modello Android è stato descritto come aperto, ma con un’unica porta d’ingresso davvero praticabile per l’utente medio. L’arrivo di Aptoide Games sul Play Store mostra che quella porta può diventarne più di una, almeno dove le pressioni normative e le cause legali hanno spinto abbastanza forte. E lascia intuire che altri store potrebbero seguire lo stesso percorso, sfruttando la cornice costruita con Play Catalog Access.

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