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Il Neural Rendering firmato AMD sembra essere davvero in arrivo, e la notizia difficilmente sorprenderà chi segue da vicino il mercato delle schede grafiche. L’indiscrezione arriva da KeplerL2, leaker piuttosto conosciuto nella scena hardware, che in una serie di messaggi pubblicati sul forum di AnandTech ha lasciato intendere come anche la casa di Sunnyvale stia preparando la propria risposta a NVIDIA e al suo DLSS 5. Nulla di ufficiale, ovviamente, ma il nome in questione ha un curriculum di previsioni azzeccate abbastanza lungo da meritare attenzione.
Il punto fermo, l’unico davvero solido in tutta la vicenda, riguarda la piattaforma di debutto: la tecnologia dovrebbe arrivare con RDNA 5, l’architettura grafica di prossima generazione. Tutto il resto, per adesso, appartiene al territorio delle ipotesi. Lo stesso leaker aggiunge ragionamenti e congetture basate sulla propria conoscenza del settore, senza però poter contare su specifiche tecniche confermate. Vale sempre la pena ricordare che, fino all’annuncio ufficiale, nessuna certezza è assoluta, e che anche dopo l’annuncio la storia dell’industria è piena di rinvii, slittamenti e progetti finiti nel nulla.
Perché il Neural Rendering resterà probabilmente esclusiva di RDNA 5
La ragione è più pratica che commerciale. Il Neural Rendering è una tecnica piuttosto esigente in termini di risorse, e su chip meno recenti l’impatto sulle prestazioni rischia di diventare insostenibile. Le generazioni precedenti dispongono di tensor core meno evoluti, meno adatti a gestire carichi di questo tipo, e il risultato sarebbe un guadagno visivo pagato a un prezzo troppo alto sul fronte del frame rate. Non si tratta di un problema teorico: lo si osserva già oggi con DLSS 5, dove il peso computazionale si fa sentire perfino sulle schede grafiche più potenti attualmente in commercio.
Difficile quindi immaginare un’estensione retroattiva alle architetture passate. L’ipotesi più realistica è che AMD decida di legare la novità alla nuova generazione, usandola come uno degli argomenti di vendita principali, esattamente come ha fatto la concorrenza con le sue soluzioni di upscaling e ricostruzione dell’immagine negli anni scorsi.
Neural Lighting, Neural Rendering e una questione di definizioni
Nei messaggi del leaker i due termini vengono usati in modo praticamente interscambiabile, e conviene chiarirlo per evitare confusione. Neural Lighting e Neural Rendering, in questo contesto specifico, indicano la stessa cosa. La spiegazione fornita da KeplerL2 è abbastanza diretta: il neural rendering comprende qualsiasi soluzione che sostituisca gli shader tradizionali con reti neurali, e AMD avrà la propria versione di Neural Lighting, sulla scia di quanto proposto da DLSS 5.
Detto in parole semplici, significa affidare a un modello addestrato quei calcoli che fino a ieri venivano eseguiti con metodi classici, quelli scritti riga per riga dagli sviluppatori. L’idea di fondo è ottenere illuminazione e materiali più credibili senza dover moltiplicare a dismisura la potenza bruta necessaria, anche se, come detto, il conto in termini di risorse esiste comunque e non è leggero.
Resta il fatto che la strada imboccata dai due grandi produttori di GPU appare sempre più simile. Da un lato NVIDIA, che ha già portato sul mercato la propria implementazione, dall’altro AMD, che secondo queste indiscrezioni si prepara a fare lo stesso con la generazione successiva delle sue schede. I dettagli concreti sul funzionamento, sui requisiti e sulle tempistiche di lancio della tecnologia legata a RDNA 5, invece, non sono ancora emersi.








