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Preparare una maratona con l’aiuto di AI Mode su Google Search non è più uno scenario da fantascienza, ed è proprio questa la direzione che l’azienda di Mountain View ha scelto di mostrare con un approfondimento dedicato a chi corre. Dalla costruzione del piano di allenamento fino alla scelta delle scarpe, l’idea è che la parte organizzativa possa essere delegata all’intelligenza artificiale, lasciando a chi si allena il tempo di fare la cosa più importante, cioè allacciare le scarpe e uscire di casa.
Il momento, a dirla tutta, è tutt’altro che casuale. Google riferisce che le ricerche legate alla corsa stanno crescendo a ritmi record, spinte dalla voglia diffusa di staccare dagli schermi e tornare a muoversi all’aria aperta. Query come “run club”, “come scegliere le scarpe da running” e “come allenarsi per una maratona” hanno toccato quest’anno i massimi storici. Un dato che racconta bene un fenomeno culturale, ma anche un’opportunità perfetta per la Ricerca, che di organizzazione e informazioni vive da sempre.
Piano di allenamento, playlist e attrezzatura secondo AI Mode
Il primo tassello riguarda il piano di allenamento, che resta il punto di partenza sia per il principiante assoluto sia per chi ha già qualche gara sulle gambe. Selezionando lo strumento Canvas dal menu contrassegnato dal simbolo più, si può chiedere ad AI Mode di costruire un calendario dettagliato, con indicazioni su cross training e rafforzamento muscolare, pescando anche prospettive da siti e creator sparsi per il web. Un esempio suggerito direttamente da Google è la richiesta di un piano per chiudere una maratona specifica sotto le 4 ore e mezza, con percorsi diversi da correre nel proprio quartiere e partendo dallo stato di forma attuale.
Poi c’è il capitolo della testa, che sulle lunghe distanze pesa quanto le gambe. Chi macina chilometri lo sa bene, la noia è una nemica seria. Collegando il proprio account YouTube Music alla Ricerca diventa possibile chiedere ad AI Mode di generare una playlist personalizzata per l’allenamento, calibrata sugli artisti preferiti, così da tenere alta la motivazione anche quando il lungo del fine settimana comincia a farsi sentire.
Il terzo fronte è quello degli acquisti, e qui la Ricerca si muove su un terreno che conosce bene. Si possono cercare prodotti con esigenze molto specifiche, dalle scarpe da strada per piedi larghi ai giubbotti da idratazione leggeri sotto i 75 euro, passando per l’abbigliamento anti sfregamento. Alla base c’è lo Shopping Graph di Google, che conta oltre 60 miliardi di schede prodotto e permette di ottenere consigli su misura, confronti diretti tra le opzioni effettivamente disponibili in magazzino e perfino l’indicazione della disponibilità nei negozi vicini.
La strategia dietro AI Mode va oltre la corsa
Questi tre suggerimenti non nascono dal nulla, ma si inseriscono in un percorso che Google sta battendo da tempo. Se ne era già parlato lo scorso luglio, quando AI Mode era stato esteso a esperienze del mondo reale come lo sport e i giochi da tavolo, con Canvas già impiegato per generare guide personalizzate. E prima ancora, lo scorso novembre, lo stesso strumento era stato ampliato alla pianificazione dei viaggi, combinando in tempo reale i risultati della Ricerca con i dati di Google Maps e i contenuti provenienti da siti specializzati. Sempre in quel periodo era arrivata anche la possibilità di prenotare biglietti o appuntamenti formulando la richiesta in linguaggio naturale.
La logica di fondo, insomma, non cambia mai. L’intelligenza artificiale si prende in carico la parte noiosa, quella fatta di confronti, elenchi, calendari e scelte da incrociare, mentre alla persona resta più tempo da dedicare all’attività vera e propria. Che sia la preparazione di una maratona o l’organizzazione di una vacanza, per Google il ragionamento è identico.








