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AMD ha deciso di accelerare e nel 2027 aumenterà in modo sostanziale la disponibilità dei suoi chip per l’intelligenza artificiale. La ragione è tanto semplice quanto enorme nelle sue dimensioni. La domanda di hardware destinato ai data center continua a salire e non dà alcun segno di rallentamento, anzi. Tutto questo accade proprio mentre il dibattito sull’opportunità di frenare la corsa all’AI si è acceso come mai prima, soprattutto nel corso dell’ultimo mese.
Il contrasto salta subito agli occhi. Da una parte cresce il coro di chi invita alla prudenza, dall’altra le aziende continuano a investire e a cercare componenti in quantità sempre maggiori. AMD si trova esattamente al centro di questo flusso di risorse e di recente, spinta proprio dall’ondata di investimenti nel settore, è entrata nell’esclusivo club dei 1.000 miliardi. Un traguardo che racconta bene il momento vissuto dal colosso dei semiconduttori, che ora vuole tenere il passo del mercato senza lasciarsi sfuggire l’occasione.
Lisa Su a Taiwan per rafforzare la filiera
A confermare il piano è stata direttamente la CEO Lisa Su, che ha spiegato come l’incremento previsto per il prossimo anno andrà a sommarsi ai potenziamenti già messi in campo nel corso del 2026. Non si tratta quindi di una mossa improvvisa. È piuttosto la prosecuzione di un percorso che l’azienda ha già avviato e che adesso entra in una fase ancora più intensa, con volumi destinati a crescere in maniera sensibile.
Le dichiarazioni sono arrivate durante una visita a Taiwan, dove la numero uno della società sta incontrando i principali partner della catena di approvvigionamento. Un viaggio tutt’altro che di rappresentanza. In questa fase il punto cruciale è assicurarsi che CPU, GPU e tutti gli altri componenti indispensabili ai sistemi di intelligenza artificiale possano essere prodotti nelle quantità attese. Senza questa garanzia diventerebbe complicato sostenere la crescita prevista per i prossimi anni.
Del resto chi realizza processori per l’AI oggi non deve pensare soltanto a progettare soluzioni più potenti. Serve anche la certezza di poterle fabbricare e consegnare nei tempi giusti, perché un progetto brillante che resta sulla carta non serve a nessuno. Per questo il confronto continuo con chi si occupa materialmente della produzione è diventato una priorità per l’azienda guidata da Lisa Su, e la trasferta taiwanese va letta proprio in questa chiave.
TSMC, Foxconn e la partita delle memorie
Sul fronte produttivo AMD sta collaborando in questo momento con TSMC e Foxconn, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la propria potenza di fuoco. Si tratta di due interlocutori fondamentali per trasformare i progetti del gruppo in prodotti finiti, pronti a essere installati nei data center che alimentano la crescita dell’intelligenza artificiale. Lavorare in stretta coordinazione con loro significa poter contare su capacità produttive adeguate alle ambizioni annunciate.
C’è però un altro tassello che merita attenzione ed è quello delle memorie. Un sistema AI non vive di soli processori, ha bisogno anche di componenti in grado di gestire enormi quantità di dati alla velocità giusta. Per questo la società sta lavorando in parallelo con i produttori di DRAM e memoria ad alta larghezza di banda, così da scongiurare il rischio che proprio la scarsa disponibilità di questi elementi si trasformi in un nuovo collo di bottiglia per l’intera filiera.
Fonte: TecnoAndroid







