Nano Banana 2 arriva dentro Google Earth questa settimana e cambia il modo in cui gli utenti possono giocare con le immagini di città, edifici e paesaggi. Il modello di generazione immagini di nuova generazione firmato Gemini si integra nell’app e permette di creare qualcosa che prima richiedeva software dedicati e parecchia pazienza. Basta zoomare su un punto qualsiasi del pianeta, cliccare su “create image” e digitare quello che si ha in mente.
L’idea alla base è semplice ma sorprendentemente potente. Con Nano Banana 2 diventa possibile generare immagini personalizzate a partire da riprese satellitari, aeree e in 3D. Uno degli usi più curiosi riguarda il viaggio nel tempo, per così dire. Chi ha voglia di vedere com’era una città secoli fa può chiedere al modello di produrre un rendering iperrealistico di quel luogo in un’epoca lontana. La storia diventa qualcosa da guardare, non solo da immaginare.
Ma la parte davvero interessante è quanto lontano si possa spingere la trasformazione visiva. Un monumento, una città o un singolo edificio possono essere reinventati con un’estetica completamente diversa. Google fa un esempio piuttosto evocativo, del tipo “trasforma X in un’utopia futuristica sci-fi con passerelle luminose”. Per le aziende il discorso si fa più concreto, perché lo strumento consente di creare piani immobiliari partendo dai lotti vuoti individuati direttamente nell’app.
Google Earth: dalla visualizzazione dei progetti alle infografiche in classe
Il potenziale non si ferma al mondo professionale. Chiunque voglia visualizzare un progetto nel proprio giardino, o farsi un’idea di come apparirebbe una casa isolata nei boschi vicino alla riva di un lago, può usare Nano Banana 2 per dare forma a quell’immagine mentale. È un po’ come avere un architetto virtuale sempre a disposizione, pronto a mostrare scenari che altrimenti resterebbero solo nella testa.
C’è anche il lato didattico, che in un contesto come Google Earth non poteva mancare. Appoggiandosi a Gemini, Nano Banana 2 riesce a generare infografiche su una città specifica direttamente nell’app. Un’idea che potrebbe trovare terreno fertile nelle scuole, dove visualizzare dati e informazioni geografiche in modo immediato vale spesso più di mille spiegazioni. Per iniziare serve poco, giusto aprire Google Earth dal computer, zoomare su una località, premere “create image” e scrivere il proprio prompt.
Questo aggiornamento arriva dopo un altro intervento importante legato all’intelligenza artificiale, pensato però per i ricercatori. I disastri naturali fanno parte della realtà del nostro pianeta, e non sempre devono coglierci di sorpresa. Grazie a un aggiornamento basato su Gemini, Google Earth ha portato analisi più approfondite sui modelli meteorologici del pianeta. In quell’occasione l’azienda spiegava che Gemini poteva aiutare a trovare istantaneamente oggetti e individuare schemi a partire dalle immagini satellitari. Si parlava di previsione delle tempeste di sabbia e della possibilità di monitorare le condizioni dell’acqua potabile pulita.
Dato che il nostro pianeta è complesso, Google si preparava anche a introdurre un aggiornamento di Geospatial Reasoning per i Trusted Testers. Uno strumento che aiuterà ricercatori ed Earth AI a rispondere a domande più articolate, mettendo insieme previsioni meteo, mappe della popolazione e immagini satellitari.




