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Il futuro di Porsche Taycan sembra ormai avere una scadenza piuttosto precisa, almeno stando alle indiscrezioni che circolano da giorni negli ambienti industriali tedeschi. La sportiva elettrica di Stoccarda potrebbe infatti uscire di produzione entro il 2029, con il 2030 come limite massimo, chiudendo una carriera di circa dieci anni. Non un addio improvviso, quindi, ma un accompagnamento graduale verso la fine del ciclo produttivo, deciso più dai numeri che dalle strategie di prodotto.
Le fonti interne alla casa tedesca parlano di una decisione ormai orientata in quella direzione. Si era valutato anche uno stop anticipato, così come l’ipotesi di spostare la linea da Stoccarda a Lipsia, ma quel piano sarebbe stato messo da parte. Taycan resterebbe quindi nello stabilimento attuale fino all’ultimo esemplare, senza investimenti aggiuntivi per un trasloco industriale che, alla luce dei volumi, non avrebbe più molto senso.
Le consegne crollate e la produzione ferma a intermittenza
Basta guardare la curva delle consegne per capire il ragionamento. Nel 2023 Porsche aveva consegnato quasi 41.000 unità di Taycan, un risultato che aveva convinto tutti sulla bontà del progetto. L’anno scorso il dato è precipitato a circa 16.000 esemplari. E nel primo semestre del 2026 il conto si è fermato a poco più di 6.000 vetture. Una discesa che non lascia molto spazio a interpretazioni ottimistiche.
Il risultato pratico è che negli ultimi mesi la produzione avrebbe dovuto essere interrotta più volte, semplicemente perché gli ordini non arrivavano con il ritmo necessario a tenere le linee in movimento. Il forte sottoutilizzo della capacità produttiva, insieme al calo della domanda, è alla base della scelta di non investire nel trasferimento del modello e di lasciarlo scivolare verso la fine naturale del suo ciclo commerciale. Un’auto elettrica di questo tipo, con costi di sviluppo e industrializzazione già assorbiti, ha senso finché riesce a saturare almeno una parte degli impianti. Quando i volumi si dimezzano due volte di seguito, il calcolo cambia.
L’intesa con il consiglio di fabbrica e le parole dell’amministratore delegato
Sempre secondo il resoconto non ufficiale, Porsche avrebbe già trovato un’intesa con il consiglio di fabbrica per interrompere la produzione della sportiva elettrica. L’accordo, però, non sarebbe stato ancora messo nero su bianco e dall’azienda non è arrivato alcun annuncio formale sulla fine del modello. Il che significa che, sulla carta, tutto può ancora cambiare, anche se la direzione appare tracciata.
A fine luglio l’amministratore delegato Michael Leiters aveva spiegato che l’azienda non intendeva fermare immediatamente la produzione e che avrebbe continuato a monitorare l’andamento della domanda. Una posizione prudente, coerente con la scelta di tenere Taycan in gamma ancora per qualche anno invece di staccare la spina in fretta. Del resto, un modello che riceve aggiornamenti non è un modello archiviato.
Il model year 2027 e il cambio virtuale opzionale
Proprio in questo senso va letto l’aggiornamento per il model year 2027. Porsche ha confermato la gamma attuale e ha introdotto qualche novità, tra cui la più curiosa è senza dubbio un cambio virtuale opzionale, pensato per simulare i passaggi di marcia con piccoli contraccolpi percepibili durante la guida. Un modo per restituire una sensazione meccanica a un’auto che, per definizione, di marce non ne ha. L’opzione costa circa 1.000 euro.
La gamma resta articolata come prima, con le varianti berlina sportiva, Sport Turismo e Cross Turismo, per un totale di 18 versioni a listino. Un ventaglio ampio, forse anche troppo per una vettura che fatica a trovare acquirenti con il ritmo di qualche anno fa. Nel frattempo la produzione continua a Stoccarda, dove è nata, senza il trasferimento a Lipsia che per un certo periodo era sembrato un’ipotesi concreta.










