Coronavirus: l'arrivo del vaccino ha scatenato la "rotazione settoriale"

Recentemente la statunitense Pfizer e la tedesca BioNTech hanno messo in piedi un vaccino contro il Coronavirus efficace al 90% e disponibile già tra un paio di mesi. Questo ha avuto un forte impatto sui listini: il Ftse Mib italiano è cresciuto del 5,4%, Francoforte del 4,9% e Parigi addirittura del 7,6%. Perché invece Oltreoceano (a fronte del Dow che sale del 3,9%) Nasdaq è salito di appena lo 0,7%?

Ciò è più semplicemente spiegabile con la definizione «rotazione settoriale», nonché il cambiamento delle preferenze degli investitori dai settori che si sono sviluppati maggiormente in epoca di pandemia. Per fare un esempio tiriamo in ballo i tecnologici del Nasdaq, o i titoli difensivi del farmaceutico e dell’alimentare, verso quelli più ciclici ed esposti a una domanda di beni «reali»: auto, crociere, industria.

 

Coronavirus: la visione generale con la rotazione settoriale

A seguito dell’idea più concreta di un vaccino contro il Covid-19, i cali sono stati notevoli: dalla piattaforma di comunicazione Zoom (-23%), alla società di food delivery Justeat Takeaway.com (-11%) o ancora lo streaming di Netflix (ieri in recupero dopo il -8,6% di lunedì). D’altro canto settori che hanno subito l’assalto nel periodo più critico come gli industriali, le materie prime, gli energetici, i trasporti, le banche e le auto hanno registrato rialzi fortissimi. Sono volate anche le azioni della catena di sale cinematografiche Cineworld (+58% in due giorni), di compagnie aeree come British Airways (+31%), delle crociere di Carnival (+27%), degli alberghi di Accor (+23%). Al contrario la Sony, produttrice della playstation, ha perso il 3,2% a Tokyo mentre negli Usa Amazon ha perso l’8% in due giorni, Microsoft il 5%, Facebook l’8%.

In tutto ciò il Nasdaq risulta ancora in rialzo del 28,6% da inizio anno, contro il +8,6% del Dow Jones e il 9,7 dell’S&P500, dove sono quotati i titoli dell’economia «tradizionale».