tasse

Omettere il pagamento delle tasse non è soltanto illecito ma vi rende perseguibili dal Fisco senza alcuna via d’uscita. L’agenzia delle Entrate possiede ormai un’infinità di strumenti grazie ai quali è in grado di verificare la situazione contributiva dei cittadini a 360 gradi. Così, sfuggire al versamento delle tasse non solo è diventato impossibile ma vi assoggetta a sanzioni pesantissime.

Con la nuova Legge di Bilancio e una lenta riforma finanziaria che sta trasformando il Fisco in una macchina efficiente, lo Stato conosce alla perfezione la posizione fiscale dei suoi cittadini. Tra gli strumenti di cui si avvale c’è l’accertamento parziale, una formula ridotta rispetto all’accertamento ordinario che ha come oggetto la complessiva posizione del contribuente. Il primo invece si limita a verificare solo alcune tipologie di reddito e Iva pur non escludendo l’intervento, se necessario, di controlli successivi. Si tratta di una formula abbreviata, ma al tempo stesso molto efficiente. Un modo per “saggiare il terreno” e stanare eventuali evasori.

Accertamento parziale, modi e termini

L’accertamento parziale è disciplinato dall’articolo 41 bis del D.P.R. 600/73 e viene messo in opera nel momento in cui il Fisco sospetta l’esistenza di un reddito non dichiarato o di un aumento ingiustificato di un reddito dichiarato parzialmente. L’accertamento parziale come ogni verifica fiscale deve rispettare alcuni termini specifici. Nel caso in cui si riferisca ad una dichiarazione dei redditi, deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla sua presentazione.

Se invece dovesse riferirsi ad una dichiarazione omessa o nulla, l’accertamento può essere effettuato entro il 31 dicembre del settimo anno dalla sua mancata presentazione. L’accertamento parziale rientra tra i controlli di merito realizzati dall’Agenzia delle Entrate, perché trattasi di una verifica tesa ad accertare il reddito non dichiarato dal contribuente. Inoltre molto spesso scaturisce dalle segnalazioni provenienti dalla Direzione centrale accertamento, piuttosto che dalla Guardia di Finanza o dagli enti della PA che operano nel campo dell’anagrafe tributaria.