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L’emergenza Coronavirus che l’Italia sta forse finalmente lasciandosi alla spalle ha segnato la vita di tutti noi, oltre che la storia della nostra penisola e del mondo intero, la pandemia ha stravolto infatti la normalità a cui tutti eravamo abituati, privandoci della libertà e obbligandoci a rispettare delle stringenti norme di distanziamento per contrastare la diffusione del virus, in un termine, lockdown.

Ovviamente tutto il periodo più drammatico ha lasciato numerose ripercussioni sotto vari punti di vista, quelli ovviamente più discussi sono quello sanitario e quello economico, però, a quanto pare, ne è presente un altro di cui spesso poco si parla, ovvero quello legato alla psiche umana ed in particolare ai sogni, da sempre valvola di sfogo del nostro cervello.

La pandemia ha infettato i nostri sogni

Di sicuro lo stresso legato al contesto, caratterizzato dal dover lavorare da casa, dal fare attenzione a livello igienico sanitario o all’indossare la mascherina, ha influenzato in modo molto profondo la mente delle persone, portandole a fare sogni inquietanti e spesso legati alla pandemia.

A rivelarlo è una ricercatrice di Harvard, la quale riferisce di aver ricevuto migliaia di risposte a un sondaggio online sui sogni contenti tutte temi legati all’emergenza Coronavirus, come la paura di contrarre il virus, la frustrazione per il distanziamento sociale e la quarantena in casa e timori relativi alle dimenticanze sulle norme per evitare di essere infettati.

Gli studiosi di psicologia e del sonno di Yale hanno sottolineato però come sia normale da parte degli essere umani fare sogni strani all’interno di un contesto difficile e particolare come quello che stiamo vivendo ora, questo perchè spesso se siamo in ansia o in difficoltà a causa di una situazione vissuta durante il giorno, tendiamo spesso a trasfigurare il tutto nei sogni, anche se ovviamente non in modo diretto.