Molti adulti si rendono conto di non sapere il significato della maggior parte dei termini usati su Internet. Alcuni ricercatori hanno intervistato 1.000 genitori e i loro figli (8-13 anni). Dallo studio è emerso che il 45 per cento degli adulti desidera parlare con maggiore sicurezza alle altre generazioni.

Considerando i dati rilevati dallo studio prima citato che ha avuto luogo in Inghilterra, circa un adulto su quattro non sa cosa sia Instagram. Mentre quasi quattro su dieci non sa nemmeno alcune espressioni tipiche del gergo. Solo un quarto è stato in grado di identificare che essere “pwned” significa perdere una discussione online. In effetti, un adulto su cinque crede che sia solo un errore di ortografia del termine “pawned“, che invece significa tutt’altro. Inoltre, il 25% degli intervistati, non sa che “The Gram” si riferisce proprio ad Instagram.

Gli adulti non conoscono la maggior parte delle espressioni usate online dai più giovani

Per colmare il divario linguistico generazionale, O2 e NSPCC hanno dunque messo alla prova la conoscenza digitale dei genitori contro quella dei loro figli. Nina Bibby, a capo di O2, ha dichiarato: “Con la nostra partnership con l’NSPCC, vogliamo aiutare i genitori a conversare regolarmente online e a navigare in sicurezza. Come madre so quanto possa essere complicato, ed è per questo che il quiz di Parents vs Kids è un modo brillante per riunire tutta la famiglia e testare le reciproche conoscenze digitali, imparando anche sulla sicurezza online e sul sano divertimento”.

Lo studio ha anche rilevato che tre genitori su 10 non sono stati in grado di identificare Zoella come una famosa star britannica di YouTube. Il 15%, ad esempio, crede che l’acronimo “TBT” significa “Tomorrow Basketball Time” piuttosto che “Throwback Thursday”. Un altro terzo si è trovato sconcertato da “FTW“, che sta per “For The Win” – che indica un’accezione positiva in riferimento a qualcosa. Ripensando alla loro infanzia, poco meno della metà dei britannici intervistati ricorda che c’era un divario linguistico tra loro e gli anziani allo stesso modo.

È emerso anche che i bambini dagli otto ai tredici anni è più fiduciosi nel parlare con chi conosce YouTube o le celebrità piuttosto che argomenti insegnati nel curriculum scolastico, tra cui storia, politica e scienza. Laura Randall, responsabile associato di Child Safety Online presso l’NSPCC, ha dichiarato: “È molto importante che i genitori abbiano conversazioni regolari e aperte sull’uso di Internet, indipendentemente da quanti anni hanno i loro figli”.