Facebook

Torniamo ancora una volta a parlare del social network Facebook, che probabilmente non ci sa proprio fare con i dati dei propri utenti. Secondo le ultime indiscrezioni infatti, guadagnerebbe proprio grazie a quest’ultimi.

Per avere un account sulla piattaforma, basta in realtà accettare una serie di condizioni e il gioco è fatto. Per noi utenti sembra quasi sempre una cosa da niente, ma questa cosa da niente farebbe guadagnare all’azienda circa 40 miliardi di dollari.

 

Facebook guadagna con i nostri dati

Ogni utente iscritto al social network, ha fornito molti dei suoi dati e, la maggior parte di noi, non sa che fine fanno le informazioni riservate concesse alla piattaforma. Basta solo pensare che Facebook sa i nostri dati, i nostri gusti, i nostri consumi, viaggi, abitudini e molto altro, moltiplicati per circa 2.2 miliardi di persone iscritte. Il sito, ha costruito sui nostri dati il proprio successo.

Alcuni documenti ufficiali, confermano che altre “aziende terze“, utilizzano i dati per fare campagne pubblicitarie mirate per ogni utente. Il social network di Mark Zuckerberg vuole in tutti i modi cercare di prevedere le nostre azioni. Negli ultimi giorni ha anche presentato il brevetto per una tecnologia che permetterà alla piattaforma di calcolare la posizione futura di un utente, in base ai dati già in suo possesso.

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Il problema più grave è che l’utente non ha la consapevolezza che i suoi dati siano venduti e soprattutto come vengano utilizzati. Proprio per questo motivo il social network sta ricevendo tantissime multe dall’Antitrust, l’ultima di 10 milioni di euro il 7 dicembre 2018 per pratiche commerciali ingannevoli. Secondo le autorità, “la piattaforma non ha informato adeguatamente e immediatamente i consumatori, in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti. In tal modo ha indotto i consumatori a registrarsi sulla piattaforma Facebook, enfatizzando anche la gratuità del servizio. Inoltre, ha esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati, i quali subiscono, senza espresso e preventivo consenso, la trasmissione e l’uso da parte di Facebook e di terzi, per finalità commerciali, dei dati che li riguardano“. E voi? vi fidate?