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L’intelligenza artificiale nel settore finanziario ha smesso da un pezzo di essere una promessa da convegno ed è diventata la linea di demarcazione tra chi guida i numeri e chi li rincorre. Chi continua a lavorare soltanto dentro le celle di Excel, riordinando dati a mano riga dopo riga, si trova oggi con un profilo che il mercato riconosce sempre meno. Non è una questione di moda tecnologica, è che la richiesta si è spostata altrove: servono professionisti capaci di far girare algoritmi, leggere il rischio con strumenti nuovi e produrre report predittivi in una frazione del tempo che serviva prima.
Il mercato, insomma, non cerca più esecutori. Cerca figure definite AI-Augmented, persone che sappiano tenere insieme la competenza finanziaria classica e la capacità di far lavorare per sé modelli avanzati. In mezzo resta un divario di competenze digitali piuttosto largo, ed è proprio lì che si gioca la partita di chi vuole restare rilevante nei prossimi anni.
Un percorso pensato per chi vuole cambiare passo
Su questo terreno si inserisce la seconda edizione del corso intensivo in Artificial Intelligence for Finance, firmato da Italian Tech Academy e Talent Garden in collaborazione con Qonto. Il taglio non è quello della lezione teorica sul coding, piuttosto un aggiornamento del sistema operativo mentale di chi lavora con i numeri ogni giorno.
I destinatari sono chiari. I Chief Financial Officer trovano gli strumenti per portare avanti la digitalizzazione del proprio dipartimento senza appoggiarsi ogni volta a costose strutture esterne di Data Science. Gli analisti finanziari e i controller, categoria che oggi arriva a bruciare fino al 60% del proprio tempo nella sistemazione manuale dei dati su Excel, guadagnano l’autonomia tecnica per spostarsi verso ruoli a maggiore valore come quelli dei Quant. Risk Officer e Credit Manager, dal canto loro, possono integrare modelli predittivi e reti neurali per andare oltre i limiti della statistica tradizionale nel forecasting e nello scoring. La logica è quella di un passaggio dalla gestione operativa a una posizione di guida strategica. Meno tempo speso a pulire fogli di calcolo, più tempo dedicato a decisioni che pesano davvero sul bilancio.
Trenta ore costruite sul lavoro reale
Il programma adotta un approccio riassumibile nella formula Bring your own process: ognuno porta in aula i propri flussi aziendali e lavora su quelli, azzerando la distanza tra la teoria e ciò che succede poi in ufficio il lunedì mattina. Trenta ore complessive, organizzate come un percorso progressivo.
Si parte dai fondamenti strategici dell’IA applicata al finance, poi il taglio si fa verticale sull’automazione della reportistica direzionale e sull’adozione di reti neurali per la valutazione del rischio creditizio. La parte finale affronta i nodi normativi, dall’AI Act alla compliance, e l’uso strategico di strumenti avanzati come Claude per portare le innovazioni davanti al vertice aziendale, che poi è spesso lo scoglio più duro di tutti. La faculty è composta da persone che il settore lo vivono dall’interno. Ci sono Mauro Carosso, CEO e Co Founder di BxT.Ai, Matteo Cangini, dottore commercialista, data analyst e AI consultant, Federica Guarnieri, Senior Advisor presso yourCFO, e Stefania Pezzini, partner di Genesis Avvocati. Profili operativi, non docenti calati dall’alto.
Date, formato e cosa mette sul piatto
Il corso Artificial Intelligence for Finance, giunto alla seconda edizione e realizzato in collaborazione con Qonto, si svolge dal 19 ottobre al 9 dicembre 2026. Formato interamente live online, con sessioni serali il lunedì e il mercoledì, per un totale di 30 ore. Tra i vantaggi indicati ci sono l’impostazione pratica e operativa, le occasioni di networking di alto livello nei campus Talent Garden e lo sviluppo di insight utilizzabili da subito davanti al board aziendale. Informazioni e brochure sono disponibili sulla pagina ufficiale del master.










