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Il supporto software per Galaxy Z Fold 3 e Galaxy Z Flip 3 è ufficialmente finito, e con lui anche l’ultima possibilità di vedere una notifica di aggiornamento comparire su quei due schermi pieghevoli. I due modelli, presentati da Samsung nell’estate del 2021, hanno completato il percorso promesso al momento del debutto e ora escono definitivamente dal programma di manutenzione dell’azienda coreana. Nessun altro rilascio in arrivo, nessuna patch mensile, nessuna sorpresa dell’ultimo minuto.
Il conteggio, a onor del vero, torna. Al lancio Samsung aveva messo sul tavolo 4 anni di aggiornamenti del sistema operativo e 5 anni di patch di sicurezza. Tutto rispettato alla lettera. Il punto è che nel 2021 la politica software dell’azienda era ancora un’altra cosa rispetto a oggi, e chi ha comprato quei pieghevoli si è trovato inevitabilmente su un binario diverso da quello dei dispositivi arrivati dopo.
Perché Fold 3 e Flip 3 non arrivano ai 7 anni
I 7 anni di supporto che oggi accompagnano diversi top di gamma della casa coreana sono una conquista recente, non retroattiva. È lo standard che troviamo, per fare un nome, su Galaxy S26 Ultra, ma applicarlo a ritroso a dispositivi di quattro generazioni fa non era nei piani di nessuno. Fold 3 e Flip 3 appartengono a una fase precedente, quando la promessa di quattro major release di Android sembrava già una garanzia solida rispetto alla concorrenza.
La conferma è arrivata nel modo più silenzioso possibile. Samsung ha semplicemente rimosso i due modelli dalla pagina che elenca i device ancora coperti dal programma delle patch di sicurezza. Niente comunicati, niente annunci. Il nome sparisce dalla lista e la questione è chiusa. Chi continua a usare uno di questi pieghevoli Samsung potrà farlo senza problemi immediati, ma da qui in avanti eventuali vulnerabilità scoperte nel software non verranno più corrette.
Cosa resta ancora in vita: Fold 4 e Flip 4
Nel programma di supporto sopravvive per ora una generazione appena successiva, quella di Galaxy Z Fold 4 e Galaxy Z Flip 4. Anche in quel caso, però, il trattamento è cambiato. I due modelli non ricevono più aggiornamenti ogni mese: Samsung li ha spostati su una cadenza trimestrale, riservando la frequenza più alta ai dispositivi recenti. È un passaggio abbastanza tipico nel ciclo di vita di uno smartphone Android, il segnale che il conto alla rovescia è già partito anche per loro.
Per chi possiede un Fold 3 o un Flip 3 la situazione, in pratica, resta gestibile. I telefoni funzionano, le app continuano a girare, la cerniera fa il suo lavoro. Cambia il livello di protezione, e cambia il fatto che One UI su quei dispositivi è arrivata al capolinea. Ogni novità software introdotta da qui in poi resterà fuori portata.
Quanto costano oggi sul mercato dell’usato
Curiosamente, la fine del supporto non ha cancellato questi modelli dai listini online. Galaxy Z Flip 3 si trova su Amazon Marketplace a 185 euro, mentre Galaxy Z Fold 3 viaggia intorno ai 233 euro. Cifre che raccontano bene quanto sia stato rapido il crollo di valore dei primi pieghevoli di larga diffusione, passati in pochi anni da prodotti di punta a occasioni da poco più di duecento euro.
Sono prezzi che possono avere senso per chi cerca semplicemente l’esperienza di un display flessibile senza spendere un capitale, magari come secondo dispositivo. Il compromesso, ormai, è dichiarato: si compra un telefono che non riceverà più alcuna correzione di sicurezza, con tutto quello che comporta in termini di utilizzo quotidiano, soprattutto se si parla di dati sensibili, home banking o account personali.
Il ciclo, insomma, si è chiuso esattamente dove Samsung aveva detto che si sarebbe chiuso cinque anni fa. E il testimone passa ora interamente alle generazioni successive di pieghevoli, con Fold 4 e Flip 4 sulla soglia e i modelli più recenti a godersi la finestra di supporto più lunga mai offerta dall’azienda.








