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Zoox sfida Waymo a San Francisco con influencer e 100 robotaxi

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Nella corsa ai robotaxi di San Francisco, Zoox ha scelto una strada diversa da quella dei rivali, puntando su influencer, eventi di quartiere e campagne pubblicitarie per farsi conoscere in una città che ha già imparato a convivere con le auto senza conducente. La società controllata da Amazon conta circa 100 veicoli autonomi nella propria flotta, un numero contenuto se paragonato a quello del concorrente più visibile, e proprio da questa asimmetria nasce la necessità di lavorare tanto sulla percezione quanto sulla tecnologia.

Il confronto diretto è con Waymo, che a San Francisco si è ormai ritagliata uno spazio riconoscibile nel traffico quotidiano. Per chi arriva dopo, farsi notare significa qualcosa di più che mettere su strada altre vetture. Significa costruire familiarità, abituare le persone all’idea che quel mezzo dalla forma insolita, senza volante e senza posto guida tradizionale, sia una possibilità concreta per spostarsi in città e non un esperimento riservato agli addetti ai lavori.

Una strategia costruita sulla visibilità

L’approccio scelto passa dai social media, con creator e volti noti online invitati a raccontare la propria esperienza a bordo. È una leva che funziona bene con un pubblico giovane e urbano, quello più propenso a provare un servizio nuovo e a condividerlo. Un video girato dentro un abitacolo che non ha né pedali né specchietti retrovisori ha un impatto immediato, molto più di una scheda tecnica. E soprattutto risponde alla domanda che frena la maggior parte delle persone, cioè come ci si sente davvero seduti dentro un veicolo che si guida da solo.

Accanto a questo, ci sono gli eventi sul territorio. Presenze nei quartieri, occasioni per avvicinarsi ai mezzi, guardarli da fuori, salirci sopra. È un lavoro lento, poco spettacolare, ma serve a smontare la diffidenza che accompagna qualsiasi tecnologia percepita come sperimentale. Le città americane che hanno visto arrivare i primi servizi di guida autonoma hanno conosciuto anche resistenze, proteste e polemiche, e un’azienda che parte con una flotta ridotta non può permettersi di ignorare il clima intorno a sé.

Il peso di Amazon e la sfida dei numeri

Il terzo pilastro sono le campagne pubblicitarie vere e proprie, quelle che presidiano gli spazi tradizionali e digitali della città. Un investimento che ha senso solo se accompagnato da una promessa di servizio, e qui torna il tema della scala. Con circa 100 veicoli disponibili, la copertura non può essere la stessa di chi ne muove molti di più. La comunicazione, in questo scenario, serve anche a compensare, a rendere il marchio presente nella testa delle persone anche quando l’auto non è materialmente disponibile all’angolo della strada.

Il sostegno di Amazon offre a Zoox una solidità che poche startup del settore possono vantare, sia in termini di capitale sia di capacità industriale. Ma il mercato dei robotaxi non si conquista solo con le risorse. Serve fiducia, serve abitudine, serve che l’utente medio smetta di considerare straordinario quello che dovrebbe diventare ordinario. Ed è esattamente il terreno su cui si sta giocando la partita a San Francisco, una città che negli ultimi anni è diventata il banco di prova più severo per chiunque voglia portare la guida autonoma dalla fase dimostrativa a quella commerciale. La sfida, per l’azienda, resta quella di trasformare la curiosità generata da video, eventi e cartelloni in corse effettivamente prenotate, ampliando nel frattempo una flotta che oggi si ferma intorno alle 100 unità.

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