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Zanzare, la scienza svela chi pungono di più e perché

Le zanzare non pungono a caso, e la scelta di chi diventa il loro bersaglio preferito ha basi scientifiche precise. Per anni si è pensato che fosse solo una diceria, una di quelle frasi da estate ripetute mentre ci si gratta un braccio. E invece no. Alcune persone risultano davvero più attraenti per questi insetti, e a spiegarlo sono ricercatori che hanno messo sotto la lente il legame tra la pelle umana e questi fastidiosi visitatori.

C’è poi un dettaglio che spesso viene ignorato. Se il pensiero corre solo al prurito e all’irritazione dopo una puntura, si può quasi dire di essere fortunati. La zanzara è infatti l’animale più letale del pianeta, capace di diffondere malattie tremende come la malaria, la dengue e il virus del Nilo Occidentale, senza contare tutte le altre che servirebbe una pagina intera solo per elencarle. Si parla di circa un milione di morti umane ogni anno riconducibili a questo minuscolo vettore.

Cosa rende una persona più appetibile per le zanzare

Il gruppo che ha portato avanti l’esperimento ha messo nero su bianco un concetto interessante. Esiste una connessione tra i microbi presenti sulla pelle, gli odori che ne derivano e il modo in cui le zanzare individuano determinati individui. Gli studiosi hanno spiegato che, per quanto ricerche precedenti avessero già confrontato quanto diverse specie di zanzare fossero attratte da singole persone, mai prima d’ora era stato realizzato un confronto incrociato tra più specie e i vari microbiomi cutanei umani.

I risultati raccontano qualcosa di concreto. Nelle zanzare Ae. aegypti, Ae. albopictus e Cx. quinquefasciatus sono stati individuati tre batteri fondamentali comuni tra i partecipanti ritenuti ad alta attrattiva, batteri che invece non comparivano nei microbiomi di chi risultava poco appetibile per gli insetti. Questi tre gruppi batterici, chiamati Co. kefirresidentii, Cu. granulosum e Staphylococcus epidermidis, potrebbero segnalare alle zanzare la presenza di un ospite particolarmente allettante.

Perché alcuni rimedi funzionano e altri no

Ed è proprio partendo da queste scoperte che si comincia a capire perché certi trucchi per tenere lontane le zanzare o ridurre le punture si rivelano più o meno efficaci. Il tema ruota tutto attorno al microbioma cutaneo e agli odori che la pelle rilascia, elementi che cambiano da persona a persona e che spiegano perché due individui seduti nello stesso posto possano avere esperienze completamente diverse con questi insetti.

La ricerca apre quindi una prospettiva nuova su un fastidio che accompagna da sempre le serate estive. Non si tratta di sfortuna o di sangue più dolce, come vuole la credenza popolare, ma di una questione legata ai batteri della pelle e alla loro combinazione specifica. Comprendere quali microrganismi attirano maggiormente le zanzare potrebbe un giorno tradursi in strategie più mirate per difendersi, andando oltre gli spray e i rimedi tradizionali che oggi vengono usati un po’ alla cieca.

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