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Il freddo vero non è ancora arrivato e Xiaomi ha già messo in vetrina il suo nuovo termoventilatore, il Mijia Graphene Heater C, presentato in Cina con un prezzo che si aggira attorno ai 23 euro e un lancio imminente su Youpin. Un tempismo che fa un po’ sorridere, visto il periodo, ma il ragionamento dell’azienda è chiaro: arrivare prima degli altri, con un prodotto piccolo, leggero e soprattutto economico.
Le dimensioni raccontano parecchio della filosofia dietro questo apparecchio. Si parla di 175 x 175 x 472 mm, quindi una colonnina stretta che occupa poco spazio anche in una stanza affollata di mobili, e di un peso di circa 1,65 kg. Praticamente niente, se paragonato ai vecchi radiatori elettrici che servivano due braccia per essere spostati. Sul retro Xiaomi ha nascosto una maniglia, una soluzione semplice ma pensata bene, perché permette di prendere il Mijia Graphene Heater C e portarlo dalla cucina alla camera senza complicazioni. In cima, invece, c’è una manopola fisica che regola la potenza di funzionamento e quindi la temperatura, senza app obbligatorie né passaggi intermedi.
Grafene e infrarossi, il cuore del nuovo riscaldatore Mijia

La parte interessante sta dentro. L’elemento riscaldante è al grafene, abbinato a una ventola che spinge fuori l’aria calda, e secondo i dati diffusi da Xiaomi la potenza massima viene raggiunta in circa 3 secondi. Un valore che, se confermato nell’uso quotidiano, cambia il modo di usare un oggetto del genere: acceso quando serve, spento quando non serve, senza aspettare che si scaldi.
C’è poi un secondo meccanismo che l’azienda sottolinea con una certa insistenza. Il calore non viene prodotto soltanto muovendo aria calda, ma anche attraverso l’emissione di radiazione infrarossa, che per sua natura arriva più lontano rispetto al semplice flusso d’aria. Tradotto in pratica, chi sta seduto a un paio di metri dovrebbe percepire il tepore comunque, senza dover posizionare il dispositivo praticamente sotto la sedia.
Distribuzione del calore e ambienti da scaldare
Sul fronte della diffusione, il termoventilatore di Xiaomi punta su due elementi. Il primo è l’oscillazione da 80 gradi, che copre una porzione ampia della stanza invece di concentrare tutto in un punto. Il secondo è l’uscita frontale, larga e curva, protetta da una griglia microforata: la scelta della microforatura non è casuale, serve a rendere il getto meno aggressivo e più diffuso, evitando quella sensazione fastidiosa di aria bollente sparata addosso mentre il resto dell’ambiente resta gelido.
Il posizionamento commerciale, del resto, si legge tutto nel cartellino. Con una cifra intorno ai 23 euro il Mijia Graphene Heater C non ambisce a sostituire un impianto di riscaldamento, si propone come supporto rapido per il bagno la mattina presto, per lo studio dove si passano due ore al computer, per la stanza che il termosifone non riesce mai a scaldare bene. È una fascia di mercato dove la concorrenza cinese è affollatissima e dove Youpin ha costruito buona parte della propria reputazione, piazzando piccoli elettrodomestici con specifiche discrete a prezzi che altrove sarebbero difficili da giustificare.
Per il momento la disponibilità riguarda il mercato cinese, con il debutto sulla piattaforma Youpin ormai questione di poco. Sull’eventuale arrivo in Europa, come spesso capita con la gamma Mijia, non ci sono indicazioni ufficiali.










