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Xiaomi 18 Pro: schermo privacy illeggibile oltre i 60 gradi

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Il nuovo Xiaomi 18 Pro arriverà con uno schermo capace di oscurarsi agli occhi indiscreti, e non grazie a un filo di software o a una pellicola comprata a parte, ma direttamente a livello di pannello. L’azienda lo ha confermato con un teaser su Weibo, anticipando quello che chiama schermo privacy intelligente, una funzione che ricalca da vicino quanto visto sul Galaxy S26 Ultra e che promette di fare un passo oltre. Chi guarda il telefono di fronte continua a vedere tutto normalmente, chi prova a sbirciare di lato si ritrova davanti un rettangolo quasi nero.

Il concetto non è nuovo in assoluto, visto che Samsung aveva già introdotto il suo Privacy Display proprio sul modello più costoso della serie Galaxy S26, sfruttando l’hardware del pannello per rendere difficile la lettura dei contenuti da angolazioni laterali. La mossa di Xiaomi, però, arriva con una precisazione che pesa parecchio nella pratica quotidiana e che riguarda la luminosità percepita da chi sta effettivamente usando il telefono.

Come funziona lo schermo privacy dello Xiaomi 18 Pro

Il punto tecnico è semplice da spiegare. Quando la modalità viene attivata, il display restringe in modo drastico il cono di visione utile. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, superati i 60 gradi di angolazione la luminosità laterale crolla intorno all’1%, un valore talmente basso da rendere lo schermo praticamente illeggibile per chi si trova accanto. Sul treno, in metropolitana, in fila alla posta, l’effetto dovrebbe essere quello di uno schermo spento visto di sbieco.

La differenza rispetto alla soluzione della concorrenza sta in un dettaglio che in molti avevano notato sul Galaxy S26 Ultra. Attivando il Privacy Display, infatti, anche l’immagine vista frontalmente risultava leggermente più spenta, come se il pannello pagasse un piccolo dazio in luminosità per garantire la protezione. Xiaomi sostiene che con il suo sistema questo compromesso non ci sarà, e che la visione frontale resterà identica anche a funzione attiva. È una promessa che andrà misurata sul campo, ma sulla carta è esattamente il tipo di rifinitura che separa una funzione utile da una funzione che poi nessuno accende davvero.

Notifiche protette e finestre flottanti

Attorno all’hardware, Xiaomi sta costruendo anche un livello di controlli software che decide quando la protezione deve entrare in gioco. Non si tratta quindi soltanto di un interruttore da attivare e disattivare a mano. Il sistema potrà proteggere automaticamente determinate notifiche sulla schermata di blocco, quelle che magari contengono codici, messaggi personali o anteprime che non fa piacere lasciare a portata di occhio altrui.

La stessa logica varrà per le finestre flottanti, cioè le app aperte in sovrimpressione sopra altri contenuti. Anche in quel caso la protezione potrà intervenire in modo selettivo, mantenendo leggibile solo la porzione di schermo che interessa all’utente e schermando il resto agli sguardi laterali. Un approccio simile a quello scelto da Samsung, con la differenza che qui la gestione appare pensata fin dall’inizio per integrarsi con le abitudini d’uso più comuni.

Lo schermo privacy non è comunque l’unica carta che il produttore ha messo sul tavolo per questa generazione. L’azienda aveva già confermato che la serie Xiaomi 18 arriverà con un display posteriore, elemento che da solo basta a rendere il lancio uno dei più curiosi degli ultimi mesi nel segmento dei top di gamma.

Il debutto è questione di giorni, con la serie Xiaomi 18 pronta a presentarsi ufficialmente e a mostrare quanto il nuovo pannello riesca davvero a mantenere le promesse fatte nel teaser. Sarà quello il momento in cui si capirà se l’1% di luminosità laterale dichiarato corrisponde all’esperienza reale davanti a un vicino di posto troppo curioso.

Fonte: TecnoAndroid

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