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Dentro Xbox la parola d’ordine sembra essere una sola, e non è particolarmente rassicurante per chi ci lavora: profitti, subito, più di prima. A raccontarlo è un dipendente di id Software che ha scelto l’anonimato, descrivendo un clima interno che definire teso sarebbe generoso. La ristrutturazione va avanti tra licenziamenti, franchise che cambiano padrone e organigrammi ridisegnati, ma la sensazione riferita da chi sta dentro è che manchi proprio la bussola.
Le parole sono nette. La situazione, dice il dipendente, resta molto caotica mentre l’azienda porta avanti quel piano di reset che la CEO Asha Sharma ha indicato come necessario per la salute del business. Qualche tentativo di parlare con gli studi c’è stato, viene riconosciuto, ma il giudizio su quei tentativi è brutale: linguaggio aziendale vuoto, formule di circostanza che non dicono nulla di concreto.
Nessuna visione chiara, solo numeri da raggiungere
Il punto sollevato dallo sviluppatore di id Software è che, tolte le frasi fatte, l’unico messaggio davvero comprensibile arrivato dall’alto riguarda i guadagni. Profitti più alti, e possibilmente immediati. Tutto il resto, dalla direzione creativa alle priorità di lungo periodo, resterebbe nebuloso. Una visione per il futuro, sostiene, non si vede.
A peggiorare il quadro ci sono gli obiettivi fissati per i team. Vengono descritti come aggressivi al punto da risultare irrealistici già prima dei tagli al personale. Adesso, con organici ridotti, l’asticella è rimasta alta comunque. È il tipo di matematica che chiunque abbia lavorato in un’azienda sotto pressione riconosce al volo: meno persone, stesse scadenze, anzi più ambiziose.
Sul morale interno il dipendente non usa mezzi termini. Parlare di visione cupa del futuro, spiega, sarebbe un eufemismo. E aggiunge un dettaglio che racconta molto del clima quotidiano: ogni volta che sembra impossibile scendere più in basso, qualcosa riesce comunque a peggiorare le cose. La responsabilità, nella sua lettura, va cercata in quella che definisce senza giri di parole un’incompetenza evidente del management di Xbox.
Una riorganizzazione che continua a muoversi
Il contesto in cui arrivano queste dichiarazioni è quello di una divisione in movimento perpetuo. Gli studi legati a Xbox, Bethesda e Activision sono stati riorganizzati, con responsabilità sui marchi storici affidate a squadre diverse rispetto al passato. Cambiamenti di questo tipo, sulla carta, dovrebbero semplificare la catena di comando. Nella pratica, almeno stando a chi li vive da dentro, hanno prodotto più confusione che chiarezza.
La combinazione tra tagli e ristrutturazione è il nodo centrale. Licenziare, ridistribuire franchise e ridisegnare le strutture interne sono tre operazioni che, fatte contemporaneamente, richiedono una comunicazione impeccabile verso i team coinvolti. Quella comunicazione, secondo la testimonianza raccolta, non è arrivata. O meglio, è arrivata nella forma sbagliata: tanti messaggi rassicuranti, pochissime indicazioni operative.
Resta il fatto che le dichiarazioni provengono da una singola fonte interna, che ha preferito non esporsi con il proprio nome. Un dettaglio che, di per sé, dice qualcosa sul livello di serenità percepito all’interno degli studi coinvolti nel piano di reset.
Nel frattempo, su tutt’altro fronte, si muove qualcosa anche sul lato consumer. Sono trapelati il simbolo e il suono legati al cosiddetto platino di Xbox, l’obiettivo mitico di cui si parla da tempo e che sembra ormai vicino all’introduzione. Una novità che riguarda direttamente i giocatori e il sistema degli achievement, lontana anni luce dalle tensioni raccontate da chi lavora negli studi di sviluppo, ma che arriva nello stesso periodo.
Fonte: TecnoAndroid








