La notizia che circola in queste ore ha del clamoroso: Microsoft starebbe perdendo circa 130 euro per ogni Xbox venduta, un dato riferito dal giornalista Jez Corden che fotografa una situazione tutt’altro che rosea per l’azienda di Redmond. E la cosa curiosa è che questa cifra tiene già conto dei rincari previsti a partire da agosto, quindi anche dopo gli aumenti il bilancio resterebbe in profondo rosso.
Un margine negativo del genere mette parecchia pressione sulle spalle di chi deve pensare al futuro della piattaforma. Perché una console che costa più di quanto renda ha senso solo se poi i soldi rientrano da un’altra parte, e cioè dai giochi e dai servizi. È il classico modello che le console hanno adottato da sempre: si perde sull’hardware, si recupera sul software. Ma quando questo meccanismo salta, tutto il ragionamento economico rischia di crollare.
Perché Helix diventa il vero nodo della questione
Ed ecco che entra in gioco Helix, il progetto di cui si parla molto in questi mesi. L’idea, per come è stata raccontata finora, è quella di una macchina concepita come un PC aperto a più store, capace quindi di far girare titoli acquistati altrove. Molto comodo per gli utenti, senza dubbio. Il problema è che un dispositivo del genere non potrebbe contare sul solito modello economico delle console.
Corden si pone proprio questa domanda, ed è una domanda legittima. Se gli utenti possono comprare liberamente i loro giochi su Steam o su qualsiasi altro negozio digitale, Microsoft non avrebbe alcuna garanzia di rientrare dei costi attraverso il proprio ecosistema. Il risultato? Sarebbe costretta a guadagnare direttamente sull’hardware, con il prezzo della piattaforma che schizzerebbe verso l’alto. Lo scenario ricorda da vicino quello di Steam Machine, che vive in un ecosistema aperto e proprio per questo deve recuperare tutto sul prezzo di vendita. E sappiamo bene come è andata: quel prezzo è stato l’aspetto che gli utenti hanno digerito con più fatica, forse l’unico vero neo dell’intera operazione.
La crisi delle memorie complica ogni calcolo
A rendere il quadro ancora più teso c’è un fattore che nessuno può ignorare. Secondo Valve, la crisi delle RAM non accenna a migliorare e i prezzi delle memorie continueranno a crescere. In un contesto simile un sistema ibrido come dovrebbe essere Helix parte già in salita, proprio per via di quell’ecosistema aperto che lo rende meno protetto dal punto di vista economico.
La vera incognita, a questo punto, riguarda le intenzioni di Redmond. Microsoft porterà avanti il progetto così come era stato presentato all’inizio, oppure sceglierà di rivedere la strategia? Non è una decisione semplice, considerando che progettazione e finanziamento sono ormai fasi avviate e difficili da modificare in corsa. Il tutto si inserisce in quello che molti hanno già definito l’anno zero di Xbox: licenziamenti, prezzi record e una certa crisi di identità che accompagna il marchio da mesi. Un periodo in cui ogni scelta pesa il doppio e in cui i margini di errore, con numeri come questi, si fanno davvero risicati.


