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Un carro funebre vero, con tanto di corteo e musica, per celebrare il funerale dell’iPhone: è successo davvero, sul campus di Microsoft, nel settembre del 2010. L’azienda di Redmond era talmente convinta del successo imminente di Windows Phone 7 da organizzare una messa in scena che, riguardata oggi, fa un certo effetto. Due bare simboliche, una per il telefono di Apple e una per BlackBerry, portate in processione da dipendenti travestiti con i colori dell’interfaccia Metro.
La festa nacque per celebrare un traguardo interno, ossia il momento in cui il sistema operativo era stato dichiarato pronto e consegnato ai produttori. Il debutto commerciale dei primi telefoni sarebbe arrivato solo dopo, nell’ottobre del 2010. Il messaggio però era esattamente quello che le fotografie lasciavano intendere, ovvero che Microsoft era arrivata per seppellire la concorrenza.
Windows Phone: costumi, coreografie e un carro funebre sul prato dell’azienda
La scenografia non si fermava ai carri funebri. C’erano costumi, musica e persino una coreografia sulle note di Thriller di Michael Jackson. Una goliardata da ufficio, in fondo, pensata per premiare il lavoro di un team che aveva costruito da zero una piattaforma nuova. Il punto è che quelle immagini uscirono dai confini del campus e si trasformarono in una dichiarazione di guerra pubblica ad Apple e a BlackBerry. Difficile trovare un modo più teatrale per esporsi a un boomerang.
Il problema, banalmente, era il contesto. Tre anni erano passati dal lancio del primo iPhone e il terreno non era affatto libero. Apple aveva già definito cosa significasse smartphone moderno, mentre Android cresceva a ritmo serrato conquistando spazio settimana dopo settimana. Microsoft doveva convincere gli utenti, attirare gli sviluppatori e allo stesso tempo distinguersi da due piattaforme che avevano già un vantaggio pesante, cioè un catalogo di applicazioni sempre più ricco. Non una partita impossibile sulla carta, ma di sicuro una partita in salita.
Il vero funerale è arrivato, solo che riguardava Windows Phone
Su BlackBerry, va detto, la previsione si rivelò più o meno azzeccata, anche se il destino dell’azienda canadese era già stato scritto dall’arrivo dell’iPhone e non certo dai telefoni con il sistema di Redmond. Su tutto il resto, invece, le cose andarono diversamente. Windows Phone riuscì a ritagliarsi una presenza discreta in alcuni mercati europei, dove per un periodo se ne vedevano parecchi in giro, ma non diventò mai una vera alternativa a iOS e Android. La quota mondiale toccò il picco intorno al 3,6% nel terzo trimestre del 2013, secondo i dati di Gartner, e da lì cominciò a scendere senza più risalire.
Il tentativo di raddrizzare la rotta passò dall’acquisto della divisione dispositivi di Nokia, operazione chiusa nel 2014. L’idea era controllare hardware e software insieme, come faceva Apple, ma i volumi necessari per attirare utenti e sviluppatori non arrivarono mai. Nel 2016 Microsoft mise a bilancio perdite per miliardi legate a quell’acquisizione e iniziò a ritirarsi dalla produzione di telefoni. La piattaforma, l’infrastruttura, l’intero ecosistema costruito attorno al sistema operativo furono progressivamente smantellati per risultati troppo deboli in termini di adozione e quota di mercato.
Così, a distanza di qualche anno da quello spettacolo con i carri funebri, l’unico funerale reale è stato quello di Windows Phone. Un esito che a molti è dispiaciuto, perché una terza piattaforma in gara avrebbe fatto bene alla concorrenza e probabilmente anche ai prezzi. Il settore tecnologico però cambia in fretta e chi resta indietro di un paio di stagioni fatica moltissimo a recuperare, soprattutto quando il vantaggio degli altri si misura in numero di applicazioni disponibili e in abitudini ormai consolidate degli utenti.
Restano le fotografie di quel giorno, con le bare portate a spalla e il corteo colorato che sfila sul prato, diventate col tempo uno dei promemoria più citati su quanto sia rischioso festeggiare una vittoria prima di averla ottenuta.










