In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Chi aspettava di mettere le mani su The Witcher 4 prima della fine del decennio può segnarsi una data sul calendario mentale: 2028. A confermarlo è stato Michał Nowakowski, uno degli amministratori delegati di CD Projekt RED, con un video messaggio rivolto direttamente alla comunità di appassionati che segue le vicende di Geralt e compagni. Nessun annuncio a sorpresa, nessuna data precisa al giorno, ma una finestra temporale ribadita con una sicurezza che fino a poco tempo fa mancava.
Nello stesso messaggio, però, arriva anche la parte meno gradita. Chi sperava in un assaggio del gioco durante la Gamescom 2026 di Colonia, ormai alle porte, può tranquillamente abbassare le aspettative. Niente anteprima, niente gameplay a sorpresa, niente trailer costruito per far esplodere la sala. Lo studio polacco ha scelto la linea del silenzio operativo, quella che negli ultimi anni sembra diventata una specie di dottrina interna.
Perché quel 2028 pesa più di una semplice data
Il 2028 non è un numero nuovo. Era già circolato in passato tra le comunicazioni di CDPR come orizzonte plausibile per il lancio, solo che le dichiarazioni precedenti avevano quel tono elastico tipico delle aziende che non vogliono legarsi le mani. Adesso il quadro è più netto, anche se resta la prudenza di chi ha imparato la lezione nel modo più doloroso possibile.
Il riferimento, neanche troppo velato, è a Cyberpunk 2077. Il lancio del 2020 ha lasciato cicatrici profonde, sul piano reputazionale prima ancora che su quello finanziario, e la società ha passato anni a ricostruire fiducia pezzo dopo pezzo. Ripetere lo stesso errore con il ritorno di una delle saghe più amate del panorama europeo sarebbe un lusso che nessuno, dentro l’azienda, sembra disposto a concedersi. Da qui la scelta di parlare poco, mostrare ancora meno e prendersi tutto il tempo necessario.
C’è poi un dettaglio che cambia la prospettiva. The Witcher 4 non sarà un capitolo isolato ma il primo tassello di una nuova trilogia, con Ciri nel ruolo di protagonista. Un passaggio di testimone importante, che sposta il baricentro narrativo dell’intero universo costruito finora e apre a un arco lungo, pensato per durare anni.
Una trilogia scandita ogni tre anni
L’aspetto forse più interessante riguarda la pianificazione a lungo termine. Lo studio ha confermato l’intenzione di distribuire i tre capitoli a distanza di tre anni ciascuno. Tradotto in numeri: The Witcher 5 dovrebbe arrivare nel 2031, mentre il sesto episodio è collocato idealmente nel 2034.
Una cadenza del genere è ambiziosa, soprattutto per produzioni di questa scala. Significa avere pipeline parallele, team che lavorano su più fronti contemporaneamente e una tecnologia di base solida abbastanza da reggere per oltre un decennio. Significa anche, in un certo senso, prendersi un impegno pubblico che difficilmente potrà essere ignorato quando si avvicineranno le scadenze.
Per il momento resta il fatto concreto: 2028, senza anteprime nell’immediato futuro e con la trilogia di The Witcher che si estende idealmente fino alla metà degli anni Trenta. Un piano che nessun’altra realtà europea ha comunicato con questa chiarezza, e che dice parecchio su come CD Projekt RED intenda gestire il proprio patrimonio narrativo più prezioso. La Gamescom di Colonia, quest’anno, parlerà d’altro.










