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Windows 11: ecco i problemi emersi con la riproduzione
La questione colpisce in modo mirato: i servizi di streaming online, come Netflix, Disney+ o Prime Video, non subiscono interruzioni. Quest’ultimi, infatti, si basano su protocolli diversi. Le difficoltà emergono invece quando si utilizzano supporti fisici e software che sfruttano l’Enhanced Video Renderer (EVR), uno strumento storico di Windows che lavora in abbinamento con HDCP per garantire la compatibilità con i requisiti dell’industria cinematografica. È proprio qui che il sistema, dopo l’ultimo ciclo di aggiornamenti, sembra incepparsi.
Microsoft ha ammesso l’esistenza del bug e ha assicurato di essere al lavoro su un correttivo. Nonostante ciò, non sono state fornite scadenze ufficiali, e l’unica opzione immediata resta quella di rimuovere l’aggiornamento o posticiparne l’installazione. Con il rischio però di esporre il sistema a vulnerabilità. La vicenda evidenzia un cambiamento profondo nel mercato dei contenuti audiovisivi. L’attenzione delle grandi aziende si è spostata su intelligenza artificiale e cloud computing. Mentre la riproduzione di dischi fisici occupa uno spazio sempre più marginale.
La difficoltà incontrata dagli utenti non è quindi soltanto un contrattempo legato a un aggiornamento mal riuscito, ma anche il segnale di una trasformazione in corso. Con il progressivo arretramento dei supporti fisici e la centralità crescente delle piattaforme online, la possibilità stessa di utilizzare il computer come lettore multimediale tradizionale rischia di diventare una pratica sempre meno sfruttata.










