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Chi protegge con cura i propri dati bancari e magari ignora la password della casella di posta sta difendendo il lato sbagliato del recinto, e una ricerca di NordVPN lo mette nero su bianco. Gli italiani, dice lo studio, temono soprattutto il furto delle coordinate del conto, mentre i cybercriminali hanno un interesse molto più prosaico: le credenziali di accesso comuni, quelle che si comprano e si vendono in blocco. Sul dark web, spiegano gli esperti, in cima alle classifiche di vendita non ci sono i dati bancari e nemmeno i documenti di identità.
Il paradosso si legge nei numeri. Un account email italiano viene scambiato per circa 25 euro e consegna a chi lo acquista una specie di passepartout, perché da quella casella si possono reimpostare le password di tutti gli altri servizi collegati. Una carta di pagamento rubata, invece, vale appena 12 euro. Meno di metà. Marijus Briedis, Chief Technology Officer di NordVPN, lo dice senza giri di parole: le persone immaginano il furto di dati come un attacco eclatante e mirato, quando in realtà si parla di qualcosa di molto più ordinario, la password della posta elettronica, l’account Netflix, i dati di una carta. Le informazioni a cui nessuno pensa sono esattamente quelle più diffuse e più economiche sul mercato nero, perché sono facili da rubare.
Il listino prezzi del dark web, voce per voce
NordVPN ha pubblicato una sorta di tariffario, e leggerlo aiuta a capire come ragiona chi compra. Le carte di pagamento rubate viaggiano attorno ai 12 euro. Sui documenti di identità digitali serve qualche distinzione: un passaporto o una patente di guida italiani in formato digitale hanno un prezzo mediano di circa 32 euro, una carta di identità si ferma sui 29 euro. Un “fullz”, cioè il pacchetto completo di dati identificativi personali di una persona, costa intorno agli 83 euro.
Il salto di prezzo arriva con i documenti fisici. Passaporti e carte di identità italiani autentici possono costare tra i 1.400 e i 1.650 euro, cifre che spiegano bene quanto sia diverso il lavoro necessario per procurarseli.
Poi ci sono gli account di posta, i più appetibili in rapporto alla spesa. Un account Office 365 italiano ha un prezzo mediano di circa 25 euro e apre la porta alla casella di posta della vittima, quindi al reset delle password di qualunque servizio associato. Le credenziali dei servizi di streaming come Netflix si trovano a meno di 5 euro, praticamente nulla. I profili social partono da circa 11 euro per Telegram e arrivano attorno ai 55 euro per un account TikTok.
Dove il prezzo si impenna davvero
Il comparto più costoso è quello finanziario, e qui il furto di dati assume dimensioni economiche completamente diverse. Conti bancari e servizi fintech compromessi toccano i valori più alti del listino: un account Wise ha un prezzo mediano di circa 830 euro, mentre un account Revolut supera i 1.550 euro. Sono cifre che raccontano quanto valga, per chi acquista, un accesso già pronto a strumenti di pagamento reali.
Il punto sollevato da Briedis resta quello iniziale, ed è la parte più scomoda. Le persone si preoccupano dei dati considerati importanti, coordinate bancarie, estremi dei documenti, cartelle cliniche, mentre i criminali prendono di mira gli account di uso quotidiano, email, streaming, social media. Basta un solo account di posta violato, venduto al prezzo di un aperitivo, per aprire la strada a un furto di identità completo.










