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Winamp torna con lo streaming Deezer: abbonamento dal 2027

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Il ritorno di Winamp non sarà il solito aggiornamento di un vecchio lettore musicale, perché stavolta il marchio che ha accompagnato la generazione degli MP3 scaricati a fatica con il modem si prepara a diventare qualcosa di molto più simile a un servizio completo. L’azienda ha annunciato un accordo con Deezer per portare dentro la prossima versione del player una piattaforma di streaming white label, mantenendo però saldo il controllo sul marchio e su tutta l’esperienza utente. Tradotto: la musica arriva da fuori, ma la faccia resta quella di Winamp.

L’idea di fondo è riunire in un unico posto cose che oggi vivono separate. Streaming, file salvati sul dispositivo, radio Internet, podcast e raccolte personali che l’utente tiene nel cloud. Tutto dentro la stessa finestra, con la stessa interfaccia. La presentazione ufficiale chiarisce che il servizio nascerà come abbonamento premium legato direttamente a Winamp, quindi non un semplice collegamento a un servizio di terze parti. La disponibilità commerciale è prevista nella prima metà del 2027.

Cosa porta in dote Deezer e cosa resta a Winamp

La divisione dei compiti è la parte più interessante dell’intesa. Deezer mette sul tavolo la tecnologia di streaming e il catalogo musicale globale, mentre Winamp costruisce il prodotto vero e proprio attorno alla propria interfaccia. L’integrazione sarà nativa, e questo è il dettaglio che cambia tutto: l’utente non dovrebbe percepire di stare usando un servizio esterno travestito.

Il vantaggio, per chi sviluppa il player, è evidente. Costruire da zero l’infrastruttura necessaria a distribuire milioni di brani su scala mondiale è un’impresa costosa e lunga, roba da grandi gruppi. Appoggiandosi a un partner che quell’infrastruttura ce l’ha già, il team può concentrare tempo e risorse su ciò che storicamente ha reso riconoscibile il software, cioè l’esperienza di ascolto e la personalizzazione.

C’è poi il legame con la vecchia guardia, che non viene affatto abbandonata. Winamp dichiara che il player desktop conta ancora oltre 40 milioni di utenti nel mondo, un numero che sorprende considerando quanto il software sia uscito dai radar mainstream. Dopo il lancio della nuova piattaforma, anche quella versione potrà accedere all’abbonamento musicale. Vale la pena ricordare che il lettore, popolarissimo tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, è diventato open source un paio di anni fa.

Perché non è il solito servizio musicale

La differenza rispetto a un’app di streaming qualsiasi sta nella gestione di sorgenti diverse messe una accanto all’altra. Il nuovo player dovrebbe permettere di affiancare il catalogo in abbonamento alle librerie musicali locali, alle stazioni radio via Internet, ai podcast e agli archivi personali conservati nel cloud.

Sembra semplice detta così, ma sul piano tecnico è tutt’altro che banale. Serve coordinare metadati, ricerca, autenticazione e code di riproduzione che arrivano da sistemi con logiche completamente diverse tra loro. I file locali dipendono dalla libreria che l’utente ha costruito sul proprio computer, mentre i contenuti remoti sono vincolati ai servizi online e alle relative autorizzazioni. Far dialogare le due cose senza attriti è esattamente il punto dove molti progetti simili si sono arenati in passato.

Winamp promette anche un’interfaccia altamente personalizzabile e nuove funzioni social, però su questi aspetti le informazioni sono ancora poche. Non si sa nulla di eventuali plugin, API, compatibilità con le skin storiche o modalità di sincronizzazione tra dispositivi. La prudenza qui è d’obbligo, perché le due aziende hanno descritto una direzione di prodotto, non una specifica tecnica dettagliata.

Per Deezer, invece, l’accordo è la dimostrazione pratica della propria offerta rivolta ad aziende e partner. La società fornisce tecnologia e catalogo a marchi che vogliono proporre esperienze musicali con una propria identità, senza dover costruire nulla da zero. Nel caso di Winamp il servizio verrà venduto sotto il marchio del player, mentre Deezer resterà dietro le quinte come fornitore della componente tecnologica e dei contenuti musicali.

Fonte: TecnoAndroid

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