La macchina sindacale dentro Wikimedia Foundation, l’organizzazione no profit che manda avanti Wikipedia, sta allargando i suoi confini. Dopo che a giugno il personale con base nel Regno Unito era stato il primo ad annunciare l’intenzione di formare un sindacato, ora tocca ai dipendenti statunitensi. Il punto però è che i vertici dell’ente hanno detto no al riconoscimento volontario di quel sindacato, e da lì è partito uno scontro che non ha niente di formale.
A muoversi sono i lavoratori riuniti sotto la sigla Wiki Workers United, affiliata alla Communications Workers of America. In un comunicato il tono è tutt’altro che diplomatico. L’accusa è netta: mentre la Fondazione racconta al pubblico di voler restare neutrale davanti agli sforzi di organizzazione sindacale, dietro le quinte avrebbe già dimostrato il contrario. Secondo quanto scritto, appena respinta la richiesta di riconoscimento volontario avvenuta nel corso della settimana, la Fondazione avrebbe subito diffuso a dipendenti e pubblico dichiarazioni infarcite di quella che i lavoratori definiscono la classica retorica anti sindacale, roba che secondo loro arriva dritta da studi legali specializzati e costosissimi nell’evitare i sindacati.
Nel comunicato c’è anche un affondo più profondo. Quell’uso delle risorse viene descritto come offensivo e uno spreco, un insulto tanto ai dipendenti quanto all’intero movimento della conoscenza libera. Insomma, non è solo una questione di contratti e tavoli negoziali, ma di identità di un progetto che vive di volontariato e apertura.
La risposta della Fondazione e le tensioni con i volontari
Dall’altra parte, la Wikimedia Foundation ha risposto con una dichiarazione pubblica in cui sostiene che la strada giusta sia quella di un voto a scrutinio segreto gestito dall’NLRB, l’ente federale che negli Stati Uniti si occupa delle relazioni sindacali. Una posizione che, tradotta, significa un no al riconoscimento diretto e la scelta di passare per le urne.
Tutto questo arriva in un momento in cui i rapporti tra la Fondazione e le migliaia di volontari non pagati che scrivono, correggono e tengono in piedi Wikipedia sono già parecchio tesi. A maggio centinaia di editor avevano minacciato uno sciopero dopo che la Fondazione aveva sciolto un team di ingegneri che lavorava a stretto contatto proprio con i volontari. Qualcuno tra loro si era chiesto se quei tagli avessero a che fare con le mosse sindacali in corso, ipotesi che la Fondazione ha smentito.
Il quadro che ne esce racconta di un ente diviso su più fronti. Da un lato i dipendenti che chiedono un riconoscimento senza passaggi intermedi, dall’altro i volontari che rappresentano l’anima gratuita e collaborativa del progetto e che hanno mostrato di saper alzare la voce. In mezzo, una dirigenza che continua a parlare di neutralità ma che sul terreno pratico ha scelto la via del voto formale invece del riconoscimento volontario. La partita sulla rappresentanza dei lavoratori, insomma, si gioca adesso su due sponde dell’oceano, con il Regno Unito che ha aperto la strada e gli Stati Uniti che ora provano a seguirla.


