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La sicurezza di WhatsApp si arricchisce di tre novità annunciate da Meta, tutte pensate per rendere più difficile la vita a chi tenta di prendere il controllo di un account altrui. Si parla di passkey multiple sullo stesso profilo, di una verifica in due passaggi che finalmente accetta password vere e proprie e di un sistema che offre qualche informazione in più sulle chiamate provenienti da numeri sconosciuti. Tre interventi diversi, con obiettivi diversi, ma che vanno tutti nella stessa direzione.
Partiamo dalla novità che probabilmente farà più piacere a chi vive con un piede in due sistemi operativi. Fino a ora ogni account poteva essere associato a una sola passkey, il che significava complicazioni per chiunque usasse sia un dispositivo iOS che uno Android. Adesso WhatsApp permette di registrare più di una passkey per lo stesso account, eliminando quel fastidio che tanti utenti si trascinavano dietro da tempo.
Passkey multiple, addio ai codici da copiare a mano

Il numero che Meta mette sul tavolo è considerevole: oltre un miliardo di persone utilizzano già le passkey per rientrare nel proprio account, sfruttando Face ID, Touch ID oppure il codice di blocco schermo. Un dato che racconta bene quanto questa tecnologia sia entrata nelle abitudini quotidiane, spesso senza che l’utente medio si soffermi troppo a capire cosa ci sia sotto il cofano. In sostanza si tratta di sostituire il codice via SMS con un’autenticazione legata al dispositivo, molto più difficile da intercettare o da farsi sfilare con l’inganno.
Il percorso è iniziato nell’ottobre del 2023, quando il supporto alle passkey arrivò per la prima volta su Android. L’estensione a iPhone è avvenuta ad aprile dell’anno successivo. Da lì in poi l’adozione è cresciuta fino ai numeri di oggi, e il passaggio alle passkey multiple sembra la naturale conseguenza di quella diffusione.
La seconda novità riguarda invece la verifica in due passaggi, quello strato di protezione aggiuntivo che serve a evitare che qualcuno si impossessi dell’account anche nel caso in cui riuscisse a mettere le mani sul codice monouso. Finora l’unica opzione disponibile era un PIN a sei cifre, comodo ma decisamente limitato in termini di combinazioni possibili. Ora WhatsApp permette di impostare password alfanumeriche complete, caratteri speciali compresi. Chi vuole costruirsi una difesa più solida, insomma, non è più costretto ad accontentarsi di sei numeri.
Chiamate da numeri sconosciuti, più contesto prima di rispondere
La terza funzione, per il momento riservata ad Android, prova ad affrontare un problema che chiunque abbia ricevuto una telefonata sospetta conosce bene. Quando arriva una chiamata da un numero non salvato in rubrica, l’app mostra alcune informazioni utili a decidere se vale la pena rispondere: per esempio se il numero appartiene a un altro Paese e se ci sono gruppi in comune con chi sta chiamando.
Il ragionamento dietro questa scelta è semplice e Meta lo spiega senza giri di parole: i truffatori contano sull’urgenza, sul non dare tempo alla vittima di pensare. Avere sotto gli occhi due o tre dettagli in più prima di premere il tasto verde cambia molto la dinamica, perché permette di prendersi un attimo e valutare.
Sul fronte iPhone la situazione è diversa. Chi usa iOS 26 ha a disposizione la funzione Call Screening di Apple, che chiede automaticamente a chi chiama da un numero sconosciuto nome e motivo della chiamata prima che il telefono squilli. Un meccanismo simile nello spirito, con una differenza importante: non funziona con le chiamate effettuate tramite WhatsApp, quindi il nuovo strumento annunciato da Meta resta per ora un vantaggio esclusivo di chi ha un dispositivo Android tra le mani.










