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Su diversi Pixel sta comparendo in questi giorni una novità di Gemini che punta a semplificare la vita a chi non ha voglia di perdersi nei menu: si chiama Assistenza per il dispositivo ed è una modalità sperimentale dell’app dell’assistente, capace di risolvere problemi e modificare impostazioni al posto dell’utente. Il rollout ha raggiunto anche l’Italia, nonostante la documentazione ufficiale parli di una disponibilità limitata alla lingua inglese.
La funzione si trova nel menu contrassegnato dal simbolo “+” all’interno dell’app e porta l’etichetta “Labs”, il marchio che Google usa per tutto ciò che è ancora in fase di test. Dietro il nome italiano c’è il cosiddetto Gemini Device Help Agent, un assistente integrato pensato per gestire le impostazioni, individuare la causa di un malfunzionamento e ottimizzare l’esperienza d’uso sugli smartphone della gamma Pixel.
Come si comporta l’assistente alla prova dei fatti
La prova più immediata è quella classica: chiedere cosa fare quando la batteria si scarica troppo in fretta. Dopo un breve ragionamento, Gemini ha risposto con la percentuale di ricarica attuale e con l’elenco delle applicazioni che avevano consumato di più dall’ultima ricarica completa. Niente rimandi generici, niente lista di consigli copiati da una pagina di supporto. Non finisce lì, perché l’assistente ha proposto alcune soluzioni concrete che possono essere applicate direttamente premendo “Conferma” all’interno della risposta stessa. In aggiunta ha suggerito di approfondire il dettaglio dei consumi, offrendo un collegamento rapido alla schermata giusta nelle impostazioni. È questo il punto interessante della modalità: non si limita a spiegare dove cercare, agisce.
Il meccanismo si appoggia ad Assistenza dispositivo, una delle App connesse di Gemini che in precedenza rispondeva al nome di Utilità. Per attivarla o disattivarla il percorso è breve: si apre l’app di Gemini, si passa dalla barra laterale, si tocca l’icona dell’ingranaggio per entrare nelle impostazioni, si sceglie “App connesse” e si scorre fino alla voce dedicata.
Chi la riceve e chi deve ancora aspettare
Sulla carta, la potenzialità descritta come “Ricevi ulteriore assistenza per i dispositivi Pixel” dovrebbe essere riservata alla lingua inglese e ai dispositivi con Android 17 o versioni successive. La realtà è un po’ diversa, almeno in alcuni casi: la funzione è arrivata con pieno supporto all’italiano su un Google Pixel 10 Pro XL aggiornato alla versione stabile di Android 17 e con l’ultima beta di App Google installata, ovvero il contenitore che ospita tutte le funzioni di intelligenza artificiale sui dispositivi Android.
Su un Pixel 9 Pro XL, invece, nessuna traccia. E parliamo di un telefono che girava con la Beta 3 di Android 17 QPR2 e la stessa versione in anteprima di App Google. Segno che la distribuzione procede a scaglioni e che per vedere Assistenza per il dispositivo su tutti i Pixel potrebbe servire ancora tempo.
Verificare la versione di App Google
Gemini in Italia è raggiungibile sia come applicazione web dal browser sia come app sui dispositivi Android, dove resta parte integrante di App Google, esattamente come succedeva con Google Assistant. Proprio per questo, quando una novità come questa non compare, il primo controllo utile riguarda la versione installata di App Google, il vero involucro dell’assistente basato sull’intelligenza artificiale di Mountain View e anche della AI Mode. Basta aprire la scheda dell’applicazione sul Google Play Store e verificare se compare il pulsante di aggiornamento. Nel caso, un tap risolve la questione e allinea il telefono all’ultima release disponibile, quella che spesso porta con sé le funzioni distribuite lato server nelle settimane precedenti.










