WhatsApp cambia faccia ai piani alti, e lo fa con un avvicendamento che difficilmente passerà inosservato. Dopo sette anni alla guida della piattaforma di messaggistica più usata al mondo, Will Cathcart ha deciso di lasciare il timone. Lo ha comunicato lui stesso, anche se quanto questa scelta sia stata davvero spontanea resta tutto da interpretare. Al suo posto arriva un nome che in Occidente dice poco o nulla, ma che in India è praticamente una leggenda del settore.
Chi era Cathcart e perché lascia la guida di WhatsApp
Il percorso di Cathcart dentro l’azienda affonda le radici nel 2010, quando Meta si chiamava ancora Facebook. All’epoca venne messo a lavorare sulla sezione Notizie del social, dopo un passato in Google dove si era occupato di cose come la tecnologia antispam di Gmail. Roba tecnica, insomma, ma con un filo conduttore chiaro: prodotti pensati per milioni di persone.
Sotto la sua gestione WhatsApp è cambiato parecchio. Da semplice app per scambiarsi messaggi è diventata qualcosa di molto più ampio, con una valanga di funzioni aggiuntive che hanno trasformato il modo in cui la gente la usa ogni giorno. In un post pubblicato su Threads, lo stesso Cathcart ha spiegato che il servizio oggi si trova nella posizione più solida di sempre e che gli è sembrato il momento giusto per fare un passo indietro. Non un addio definitivo, però. Mark Zuckerberg ha ripreso l’annuncio su Facebook elogiando il lavoro svolto e confermando che Cathcart resterà nel gruppo, pronto a occuparsi di nuovi prodotti ancora non specificati.
Vale la pena ricordare che stiamo parlando di un’app frequentata da oltre tre miliardi di utenti attivi ogni mese su scala globale. Numeri che spiegano da soli perché un cambio simile faccia rumore.
Kunal Shah e l’investimento di Meta su CRED
Il successore designato è Kunal Shah, classe 1979, una figura che da quelle parti conoscono bene. È il fondatore di Freecharge e soprattutto di CRED, una delle startup più rilevanti dell’intero panorama indiano. Alle spalle ha una lunga esperienza nel mondo della finanza e dei pagamenti elettronici, e qui la cosa si fa interessante. Perché un profilo così specializzato al comando di una piattaforma di messaggistica? Potrebbe essere un segnale, magari l’anticipazione di funzioni dedicate alle transazioni dentro l’app.
Ma il punto vero è un altro, e va oltre il semplice rimescolamento dell’organigramma. Secondo quanto emerso, l’operazione si inserisce in un accordo molto più corposo: Meta avrebbe deciso di investire circa 830 milioni di euro proprio in CRED, mettendo le mani su circa il 20 per cento del capitale. Una cifra che dice molto sulle intenzioni dell’azienda.