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La differenza tra WAN e LAN è una di quelle cose che sembrano dettagli da tecnici e invece fanno la differenza tra un dispositivo che naviga senza problemi e uno che resta muto, senza internet. Basta guardare il retro di un router qualsiasi: una fila di porte RJ45 tutte uguali, stessa forma, stesso cavo Ethernet che ci si infila dentro. Eppure una o due di quelle porte portano la scritta WAN, mentre le altre sono numerate oppure marcate come LAN. Non sono intercambiabili, e sbagliare significa ritrovarsi con una console o un televisore collegato che però non riesce a raggiungere la rete.
Il momento in cui questa distinzione conta davvero è quando si configura un router nuovo o si aggiunge un dispositivo alla rete di casa. Televisori, console da gioco, computer fissi: tutti traggono vantaggio da un collegamento via cavo, che garantisce velocità di download più alte e una stabilità che il wireless non sempre riesce a offrire. Ma se il cavo finisce nella porta sbagliata, il risultato può essere frustrante. La porta WAN funziona come il cancello verso internet, le porte LAN mettono in comunicazione tra loro i dispositivi della rete domestica.
Cosa cambia davvero tra WAN e LAN
LAN sta per Local Area Network, ovvero la rete locale che si crea interamente dentro casa o dentro un ufficio. Ogni dispositivo collegato al router entra automaticamente a far parte di questa rete e può dialogare con gli altri. Funzioni come AirPlay di Apple, Google Cast o la condivisione schermo di Roku si appoggiano proprio su questa connettività locale per far parlare tra loro apparecchi diversi. WAN, invece, è l’acronimo di Wide Area Network ed è il collegamento fisico con il mondo esterno, cioè con internet. Il modo più semplice per immaginarlo è pensare a internet come a un’altra rete, solo su scala planetaria. Nella porta WAN va inserito il cavo che arriva dal provider. Con la configurazione corretta, il router negozia la connessione su quella porta e instrada il traffico dei dispositivi locali verso l’esterno. È esattamente da qui che nasce il termine router.
In pratica WAN e LAN indicano due lati opposti dello stesso collegamento. Il router assegna a ogni dispositivo un indirizzo IP privato e, allo stesso tempo, riceve a sua volta un indirizzo IP dalla rete del provider. Diventa così il ponte tra la rete di casa e internet. Alcuni produttori usano colori diversi per distinguere le porte, altri numerano le uscite LAN. Nella maggior parte dei casi l’ordine non ha importanza: primo o terzo ingresso, il risultato non cambia. Attenzione però, perché certi apparati offrono un numero limitato di porte LAN più veloci, quindi conviene dare un’occhiata al manuale se l’obiettivo è spremere ogni megabit disponibile.
Il Wi-Fi dove si colloca in questo schema
Il Wi-Fi non è altro che un modo diverso di collegare i dispositivi alla rete locale. Invece del cavo Ethernet, la comunicazione con il router avviene via radio. È lo stesso identico concetto di LAN, solo senza fili. C’è un dettaglio che chiarisce bene la questione: capita che smartphone e altri apparecchi restino collegati al Wi-Fi anche quando internet smette di funzionare. Succede perché il Wi-Fi fornisce solo il collegamento locale tra i dispositivi, incluso il router che a sua volta gestisce l’accesso a internet attraverso la porta WAN. Se quest’ultima si interrompe, la rete locale continua a esistere e resta possibile raggiungere una stampante di rete o un server di archiviazione.
Molti router recenti permettono anche di attivare una rete ospite, che crea di fatto una LAN secondaria. Chi si collega lì può navigare, ma non vede né può comunicare con i dispositivi della rete principale. È una misura di sicurezza tutt’altro che superflua, visto che apparecchi sconosciuti o poco affidabili potrebbero tentare attacchi verso i dispositivi più vulnerabili. Le stampanti connesse e gli oggetti smart meno sofisticati sono spesso il bersaglio preferito di chi cerca falle. Nulla vieta poi di avere più punti di trasmissione all’interno della stessa rete. I sistemi mesh e gli access point si agganciano alla rete principale via cavo oppure in modalità wireless, estendendo la LAN ben oltre i limiti fisici delle porte sul retro del router.










