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Chi sperava di aggirare la spia luminosa degli occhiali smart di Meta semplicemente coprendola con un dito dovrà cambiare abitudini, perché l’azienda ha iniziato a distribuire un aggiornamento software che chiude proprio quella scorciatoia. La conferma arriva da Alex Himel, vicepresidente della divisione realtà aumentata, che ha spiegato come funzionerà il nuovo comportamento del dispositivo. Da adesso in poi, se il LED viene oscurato mentre una registrazione è già partita, la fotocamera smette semplicemente di funzionare.
Il meccanismo precedente aveva un punto debole abbastanza evidente. Gli occhiali non avviavano la ripresa se la luce risultava coperta, ma nulla impediva di far partire il video e coprire il LED subito dopo. Una sequenza banale, che infatti girava da tempo in rete sotto forma di tutorial e video dimostrativi, e che di fatto trasformava gli occhiali in una telecamera nascosta.
Come cambia il funzionamento del LED di registrazione
La modifica descritta da Himel in un post su Threads è tanto semplice quanto diretta. La spia di registrazione diventa una condizione necessaria per tutta la durata della ripresa, non solo al momento dell’avvio. Se qualcosa la ostruisce, la cattura si interrompe. Il messaggio implicito è chiaro, quel piccolo puntino luminoso serve ad avvertire chi si trova davanti alla fotocamera e Meta vuole che continui a farlo dall’inizio alla fine.
Non è il primo intervento di questo tipo. Il mese scorso l’azienda aveva annunciato che le fotocamere degli occhiali si disattivano quando il sistema rileva un danneggiamento fisico della luce di registrazione, cioè quando qualcuno prova a manometterla per renderla inutilizzabile. Due aggiornamenti in meno di due mesi, entrambi rivolti allo stesso problema, danno un’idea abbastanza precisa di quanto la questione stia diventando pressante.
La pressione sulla privacy e le contromisure di Meta
Dietro questa serie di correzioni c’è un malumore crescente attorno al prodotto, alimentato soprattutto da chi ha usato i smart glasses per filmare di nascosto e molestare persone in luoghi pubblici. Instagram ha già chiuso gli account di alcuni degli autori di quei video, una misura che però interviene a valle, quando il contenuto è ormai stato girato e pubblicato.
Il punto è che non tutte le strade sono state chiuse. Esistono ancora tecniche per registrare senza farsi notare, e attorno agli occhiali è cresciuto un piccolo mercato di accessori economici pensati proprio per neutralizzare la spia luminosa senza che il dispositivo se ne accorga. Roba a basso costo, facile da trovare, che vanifica in parte gli sforzi software fatti finora.
Himel ha lasciato intendere che il lavoro non è finito. L’obiettivo dichiarato è fare in modo che il LED di cattura riesca ad avvisare in modo affidabile chi si trova nei paraggi quando vengono scattate foto o registrati video destinati alla galleria di qualcuno. Altri aggiornamenti dello stesso tipo, ha aggiunto, continueranno ad arrivare.
Una minoranza rumorosa, secondo l’azienda
Nel suo intervento il vicepresidente ha anche provato a ridimensionare la portata del fenomeno. Secondo Himel solo una minima parte degli utenti cerca di aggirare queste protezioni, e il fatto che debbano ricorrere a espedienti così elaborati dimostrerebbe che le contromisure adottate stanno funzionando. Una lettura ottimista, che però convive con la realtà di tutorial facilmente reperibili e gadget acquistabili con pochi euro.
La distribuzione dell’aggiornamento è già partita, come annunciato il 27 agosto 2026, e riguarda la gamma di occhiali intelligenti dell’azienda. Chi li possiede si troverà quindi con una fotocamera che si spegne da sola nel momento in cui la luce viene coperta durante una ripresa già in corso.










