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Marte, sotto il polo sud si nasconde un’anomalia di calore

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Sotto il polo sud di Marte c’è più calore che altrove, e questa scoperta aggiunge un altro tassello strano a una storia già piuttosto complicata, quella della cosiddetta dicotomia marziana. Perché il pianeta rosso, visto da vicino, sembra quasi due mondi incollati insieme: l’emisfero settentrionale e quello meridionale sono profondamente diversi tra loro, e non si tratta di sfumature ma di caratteristiche che saltano all’occhio anche a chi non ha mai studiato geologia planetaria.

Il punto è che questa differenza non riguarda soltanto la superficie. Se il calore interno risulta distribuito in modo asimmetrico, con una porzione del pianeta più tiepida rispetto all’altra proprio in corrispondenza della calotta australe, significa che l’anomalia arriva molto più in profondità di quanto si potesse immaginare guardando solo crateri e pianure. Ed è qui che la faccenda diventa interessante, perché il calore interno di un pianeta racconta la sua storia meglio di qualsiasi fotografia.

Due emisferi che sembrano appartenere a pianeti diversi

La dicotomia tra nord e sud è una delle caratteristiche più riconoscibili di Marte, tanto che viene studiata da decenni senza che si sia arrivati a una spiegazione definitiva e accettata da tutti. Gli emisferi settentrionale e meridionale mostrano differenze marcate, al punto che osservandoli separatamente verrebbe quasi da pensare a due corpi celesti distinti finiti per caso nello stesso posto.

Le ipotesi in circolazione si dividono grosso modo in due famiglie. C’è chi guarda verso l’esterno, immaginando un impatto colossale capace di rimodellare metà pianeta in un colpo solo, e chi invece cerca la risposta all’interno, nei processi profondi del mantello marziano, in movimenti lenti e antichissimi che avrebbero costruito un emisfero in un modo e l’altro in un altro. Nessuna delle due linee ha ancora vinto la partita, e ogni nuovo dato tende a spostare l’ago della bilancia senza mai fermarlo del tutto.

Il fatto che il polo sud nasconda sotto di sé una zona più calda si inserisce esattamente in questa discussione. Un calore interno non uniforme è una traccia, un indizio che parla di come il pianeta si sia formato, raffreddato e assestato nel corso di miliardi di anni.

Perché il calore interno conta così tanto

Il calore interno di un pianeta non è un dettaglio da appassionati. Governa i movimenti delle rocce in profondità, influenza la crosta, e in generale determina quanto un mondo sia geologicamente vivo oppure sostanzialmente addormentato. Su Marte, dove l’attività superficiale è molto ridotta rispetto alla Terra, capire dove si concentra questo calore residuo aiuta a ricostruire un passato che la superficie da sola non riesce a raccontare.

Una regione più tiepida sotto la calotta australe suggerisce che qualcosa, nella struttura profonda del pianeta, non sia distribuito in maniera regolare. E se la differenza tra i due emisferi si estende dalla superficie fino all’interno, allora l’origine della dicotomia marziana va cercata in eventi capaci di lasciare un segno permanente su scala globale, non in fenomeni locali o recenti.

C’è poi un aspetto che riguarda le missioni future. Sapere dove il sottosuolo è più caldo può cambiare il modo in cui vengono scelti i siti di studio e le zone da esplorare, perché temperature diverse significano condizioni diverse anche per l’acqua eventualmente intrappolata nel sottosuolo. Il pianeta rosso, insomma, continua a mostrarsi meno omogeneo di quanto le immagini lascino intendere, e la sua metà meridionale resta la parte che pone più domande.

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