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Volkswagen disdice i contratti aziendali, scontro con IG Metall

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Volkswagen ha avviato la disdetta formale di diversi contratti collettivi aziendali, una scelta che avrà effetto dal 31 dicembre 2026 e che apre una frattura evidente con il sindacato IG Metall sul tema dei salari. La decisione è arrivata dopo l’incontro di Hannover tra i vertici dell’azienda e i rappresentanti dei lavoratori, riuniti per discutere la revisione dell’accordo salariale in vigore dal gennaio 2025. Il clima è teso, ma i posti di lavoro restano garantiti.

Le due parti avevano già attivato la clausola di revisione prevista proprio da quell’intesa, uno strumento pensato per le situazioni in cui le condizioni economiche di riferimento cambiano in modo significativo. Per il costruttore tedesco quella soglia è stata superata. L’obiettivo dichiarato è mettere in pratica in maniera sistematica le misure già concordate e percorrere fino in fondo ogni altra strada possibile per arrivare a una riduzione del personale gestita in modo socialmente sostenibile.

Perché Volkswagen ha scelto la strada della disdetta

A spiegare il contesto è Arne Meiswinkel, responsabile delle risorse umane del marchio Volkswagen e membro del comitato esecutivo allargato. Secondo il dirigente, negli ultimi 18 mesi lo scenario economico del settore automobilistico ha subito un cambiamento strutturale e profondo, dovuto anche alla crescente concorrenza cinese sui mercati europei.

“Tra gli altri fattori, i costruttori cinesi stanno spingendo sempre di più in Europa con esportazioni a prezzi competitivi. Questo ha messo una pressione enorme sui prezzi e ha intensificato in modo significativo la concorrenza”, ha dichiarato Meiswinkel. Il manager ha poi aggiunto che il piano già approvato dall’azienda, battezzato Group Target Picture 2030, va applicato “in modo rapido e sistematico per rafforzare la competitività”. Un messaggio piuttosto chiaro, che lascia poco spazio a interpretazioni.

Proprio su questo sfondo si inserisce il nodo principale della trattativa. Volkswagen considera non compatibile con la situazione attuale del gruppo e dell’intero comparto la richiesta avanzata da IG Metall, cioè un aumento salariale del 5% nel prossimo round contrattuale. La casa automobilistica, anzi, ritiene ancora più urgente intervenire sui costi di struttura per riportarli su un livello in grado di reggere il confronto con i rivali.

Cosa cambia per i dipendenti

Chi lavora per Volkswagen AG può comunque stare tranquillo, almeno per ora. Nonostante la disdetta, gli accordi collettivi restano in vigore secondo quanto stabilito dalla legge, e nell’immediato per i dipendenti non cambia assolutamente nulla. La mossa ha piuttosto un valore strategico perché serve a creare margini di manovra per le trattative dei prossimi mesi. Uno schema già visto nel percorso che ha portato al piano sui tagli occupazionali annunciato da Oliver Blume.

C’è poi un aspetto che l’azienda ha voluto chiarire fin da subito. Dalla disdetta resta esplicitamente escluso l’accordo collettivo per il futuro, comprese le sue clausole sulla sicurezza del posto di lavoro. Una precisazione arrivata in un momento delicato, mentre prosegue la discussione sulla revisione della gamma di modelli in vendita.

Il confronto tra il gruppo e il sindacato, insomma, è tutt’altro che chiuso. Volkswagen AG e IG Metall hanno concordato di rivedersi nella seconda metà di ottobre per portare avanti i colloqui. Al momento non è stata fissata una data precisa e non sono stati anticipati nemmeno i contenuti del prossimo round di trattative.

Fonte: TecnoAndroid

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